sabato 24 dicembre 2011

Auguri 2011

Un felice e sereno Natale 
agli Amici che seguo e che mi seguono.
Con tanta amicizia:
GRAZIE per quello che mi avete fatto conoscere di voi.
GRAZIE per quello che di voi mi avete donato.
GRAZIE perché insieme a voi ho condiviso, il "dare" senza bisogno di "ricevere".
GRAZIE perché ho delle persone da ricordare.
GRAZIE perché voi non mi lasciate mai solo.....

                                                                        FerMala

giovedì 8 dicembre 2011

Scacchiere



Nebbia, nebbia e ancora nebbia.
Nebbia che non mi fai guardare lontano oltre il campo di grano.
Queste scacchiere mi servono per giocare chiuso in casa.
Camino acceso, caldarroste e vino.... 

lunedì 5 dicembre 2011

San Nicola 5 dicembre


Un Santo con una lunga barba bianca trasportato su di un calesse per le vie del Paese da fauni ululanti , il fumo delle torce che irraggiano le tenebre di una luce sinistra, ragazzi e bambini che scappano urlando in preda al panico, il Caos che regna sovrano.
Questo è lo scenario - nella sua parte iniziale - della rumorosa e inquietante sfilata della tradizionale festa di San Nicolò e i Krampus.......
 
5 dicembre 2010 “Salzburg”
  10 gradi e umidità al 95% e passa. Io ho la giacca a vento quella pesante, Eliana pure. Si dovrebbe partire con la Chrysler di Marco, ma perde carburante e allora non resta che il duro pik up. Lo carichiamo all’inverosimile: marmellata di kiwi, di prugne, kiwi, mele e una valigia di indumenti per almeno un mese: per fortuna che non si paga il bagaglio. Destinazione Salzburg, dove mia figlia mette in pratica il desiderio familiare di girare il mondo, lei e lì per studiare il tedesco e mangiare crauti e wafer e a guardare ragazzoni alti e muscolosi.
  La strada è lunga, si prevede una sosta e arrivare al tramonto. Incontriamo pioggia, nebbiolina e neve alla frontiera, poi monti e case imbiancate: piccoli presepi. Non incontriamo nessun italiano solo krukki. Ci fermiamo alla frontiere per acquistare la vignetta da applicare al parabrezza: un cappuccino e un panino al prosciutto, con un pane durissimo che mi rovina la bocca, mi provo una giacca a vento e l’antitaccheggio fischia, un biglietto della lotteria e si prosegue. Dal finestrino Eliana scatta fotografie di alberi altissimi e di case coperte di neve bianca incastonate in alte montagne. Il sole lo abbiamo lasciato in Italia. Boschi di pini e abeti e ancora boschi e montagne e paesini sparsi. Arriviamo nel centro di una piazza, l’aria è frizzantina e sui marciapiede ancora neve, facciamo un giro e imbocchiamo, come fossimo degli esperti, l’entrata del parcheggio.
  Salzburg è una bella città collocata in mezzo alle montagne e sulle rive del fiume Salzach. Un grande parco cittadino con alberi secolari,  in cima alla collina un convento dove si può ammirare la città da sopra una piazzola appositamente costruita. Grandi palazzi che indicano la vita ricca di corti e cortigiani, vecchi di secoli, ma rimodernati e imponenti.  Muri spessi.  Statue, teatri, cupole.  Museo della scienza, una grande palla d’oro nella piazza principale dove scattare le foto anche dei banchetti tradizionali di natale. La città di Mozart, vecchia e imperiale come tutte le capitali.  La gente va e viene compra e vende, credevo di aver raggiunto una nazione lontana, ma mi risento a casa quando incontro un collega di lavoro anche lui in vacanza. Non capisco un'acca, ovviamente, per fortuna ho l’interprete al seguito. E' l’Austria,  sì un paese “crucco” ma ricco di musica, pulito e ordinato.
  Mi aspetto che spuntino guerrieri con spada e lancia. No! Sono enormi e spaventosi krampus che al suono dei campanacci, vestiti di scure pellicce, e muniti di fruste castigano i curiosi passanti.
  Fa freddo, ma non si sente: è asciutto. Poi il caldo dell’albergo, l'odore dei crauti dappertutto. Mi si stringe al braccio Eliana da una parte e Isabella dall’altra. Vedo e rivedo solo una figura magra con i capelli mezzo biondi e lunghi, ingruttolita dal freddo, con la sciarpa da dove un voce chiara e squillante dice: ciao mamma ciao papà e mi sfiora con un bacio la guancia.
   E … “scusate l’emozione”. FerMala


sabato 3 dicembre 2011

Presepi

Legno

Noce di cocco

Zucca

BUON NATALE
MERRY CHRISTMAS
JOYEUX NOEL
FELIZ NAVIDAD
WEIHNACHTEN

lunedì 14 novembre 2011

Tavolo ... grande


Storia del tavolo:


Il legno usato è abete e proviene da un albero tagliato nel bosco del Cansiglio nella primavera del 2006. Tagliato e segato presso una segheria che sfrutta il salto dell’acqua del torrente per farla funzionare.
Le assi sono state lasciate essiccare all’ombra, lavorate e incollate creando un pannello lato lungo di cm. 400, mentre il lato corto è di cm. 121; lo spessore è cm 4.
Lavorato e assemlato presso il laboratorio di falegnameria di Fabio da FerMala. Vernice al nitro tre mani con precedente abrasione manuale.
Tempo impiegato per abbattimento, trasporto, taglio, piallatura, incollatura, levigatura, pirografia ore: 50 in giorni 950.
La libera incisione con il pirografo è di FerMala.
Incisione: Le lettere rappresentano le iniziali del casato degli amici “B.....i” insediatisi in Stienta.
Si intendono rappresentare due lettere “B” leggibili da entrambi i lati legate tra loro; un’edera tiene il gambo, mentre i girasoli sono sparsi sulla curvatura della lettera e vengono legati da piccoli cerchietti. il tutto a rappresentare quello che più vi aggrada pensare mentre guardate.
Nel disegno è inserita una tavoletta con una enigmatica scritta, è sostenuta da due ragni come se il sapere sia legato ad una ragnatela, le frasi si possono leggere da tutti i lati e da destra e sinistra. SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS.
Si tratta di una scritta trovata a Pompei, durante gli scavi, dove un “un ignaro cittadino” aveva lasciato il suo messaggio scritto in latino volgare e quindi di difficile traduzione.
Molti gli studiosi che ne danno una loro interpretazione: la mia è questa -
“IL CREATORE DEL MONDO DETIENE IL MOVIMENTO DELL’OPERA” .
Il tavolo è stato costruito appositamente per essere posizionato presso la casa di campagna, dove si riuniscono (volentieri) parenti e amici per convivi are in amicizia........


giovedì 3 novembre 2011

Formaggio

10 litri di latte appena munto, avuto da un contadino nostro conoscente, lo abbiamo messo in un contenitore adeguato, abbiamo aggiungeto 2 gr. di caglio, che si acquista in farmacia, 
Scaldato fino a portarlo a circa 40 gradi e poi lasciato riposare per qualche ora.
Sulla superficie si è addenserà la cagliata.
Quest'ultima l'abbiamo rotta e separata, scolata e messa in apposita sagoma in legno.
Pressare per far uscire tutto il siero.
Il giorno dopo immergere il composto in acqua salata per qualche ora.
Lasciatelo maturare a piacere in luogo fresco e umido
Abbiamo anche tentato di fare la ricotta, ma non ci è riuscito.
Ora in dispensa abbiamo tutto l'occorrente per passare l'inverno: conserve, marmellate, miele, vino, kiwi, mele, noci, il buonissimo nocino ed ora anche il formaggio fatto in casa.
Resto in attesa di amici per condividere in compagnia.

mercoledì 2 novembre 2011

Padre mio e Madre mia che siete in cielo ...


Mamma e Papà mio,
 che siete in cielo
 Siete sempre con me.
Guardo le nuvole bianche
e vedo le vostre belle immagini.
Con Voi, gli angeli dei miei due Fratelli
e tutte le persone che ho amato quand'erano in vita
Attimi.
sereni,  tranquilli,  bei ricordi.

lunedì 10 ottobre 2011

Tramonto

ipnotizzato, incantato,
osservo il tramonto.
  la luce si trasforma.
pennellate rosso fuoco.
scende la sera.





martedì 9 agosto 2011

Fanciullo

... il Padre sorregge il Figlio....
Incisione su vetro. 
 Per non dimenticare mio fratello Giuseppe (morto a 9 anni).

mercoledì 3 agosto 2011

Nocino

... è tempo di filtraggio e imbottigliamento del nocino.
Ho seguito alcuni vostri consigli: sostituito l'alcool con la grappa e aggiunto un chicco di caffè.
Il risultato mi sembra buono.
... Attendo il 3 novembre per poterlo offrire agli amici.

lunedì 1 agosto 2011

Pesciolino

..  ..  per ogni viaggio, lascio cadere nell’acqua di un fiume, mare o oceano un piccolo oggetto di legno con la speranza di trovarlo su ad una delle prossime spiagge che visiterò.


Questa volta ho dato un pesciolino a Martina affinché lo liberi nelle acque della Manica.
….. quando mi vedrete a testa china sulla sabbia di qualche spiaggia non chiedetevi “cosa cerca?” perché ora lo sapete: sto cercando il pesciolino.


giovedì 23 giugno 2011

Il sorgere del sole - Primavera, Estate, Autunno, Inverno

 Primavera
Estate
Autunno
Inverno


Il sorgere del sole visto da 45° 00' 55.30" N - 11° 30' 27.26" E
Da casa mia eccovi le posizioni del sole il primo giorno di primavera, estate, autunno, inverno.


Ora solare.
Primavera ore 6,10 del 21 mar.2011
Estare       ore 4.35 del 21 giu. 2011
Autunno    ore 6,10 del 21 set. 2011
Inverno     ore 7,58 del 21 dic. 2011

Un anno è diviso in quattro stagioni.
Esse sono dovute al modo in cui l'asse di rotazione della Terra è inclinato rispetto al piano dell'orbita eclittica.
L'inclinazione dell'asse terrestre è di 23°27' dalla perpendicolare al piano dell’eclittica e resta fissa nello spazio durante il giro della Terra attorno al Sole.
Questa inclinazione è la causa delle stagioni e della variazione nella durata del periodo di luce diurna nel corso dell'anno.
Non l'ho scoperto io, molti astronomi avevano definito questi concetti. Io li ho guardati ed ho annotato quanto è precisa è l'astrologia "ho voluto verificare di persona che il sorgere del sole a inizio primavera e inizio autunno si trova nello stesso punto".

mercoledì 15 giugno 2011

Albicocche

Questo è uno dei miei innesti meglio riusciti. Da un selvatico, nato da seme, ho innestato a triangolo un rametto di una varietà precoce di albicocca e dopo tre anni, anche con l'aiuto della stagione favorevole, finalmente posso assaporare ottimi frutti.

mercoledì 8 giugno 2011

Nocino

Anni or sono in fondo alla proprietà fu messo a dimora un albero di noce. “testimone di confine”. E’ una pianta molto alta e rigogliosa e spesso, nelle giornate calde, vado a sedermi sotto la sua fresca ombra. Da sempre dona abbondanti frutti. Proprio oggi passeggiando ho battuto la testa conto tre noci e mi è venuta voglia di preparare il nocino. Subito torno al ricordo di mia nonna che mi raccontava favole affinché non mi allontanassi da lei e mi diceva che sotto quell’albero di noce si riunivano di notte le streghe e insieme al diavolo banchettavano allegramente fino al mattino seguente. Fu così che mi raccontò della leggenda-ricetta per preparare il nocino: liquore fatto con le noci verdi che lei considerava una “pozione magica”.
La sua preparazione deve rispettare rigide regole, pena la non riuscita dell’intruglio.

La nonna racconta:
“. la not ad San Zuan, c’la casca tra al vintitrì e al vintiquatar ad zugn, le stregh le n’andasea brisa sota la nùgara, acsì ch’as pudea catar le nos senza recar disturb al stregh. Il nos le dev essar verd e le s’dev catar sol al scur d’là not. Le và taià in quatar toch con al curtel ad legn ad rubin, quel c’la fat to nono con un un raz d’na roda ad car. Il nos le va apena spacà dentr’al murtai, sempar ad legn. ’Stà pastela t’la meti in t’un butiglion ad viedar zuntandag l’alcul a nuantazinch grad. Il nos le dev’ essar dasnov, l’alcul tarsent cc. Fata ’stà funzion at sari tut e at và a let. La matina dop, quand c’à spunta al sol, atag zunti tre broche ad garofan, tre scorze ad limon e tre fujine ad canela. Al buzon at tal lasci al sol fin al tri d’agost e ogni tri dì atag dé ’n’immisiada.
Al trì d’agost at tò un sdaz e at filtri spartend al liquid dal solid.
In t’un pniatin at prepari un sirop con tarsent gram ad zucar e tarsent cc ad acqua c’à tla fe buìr sul fog. At lasci cal sirop al dventa tiepid, a tag zunti tre scuciarà ad miel e at l’immisi col liquid d’lè nos. A marc cmand, cat mesculi tant prima d’imbutigliaral dentar a d’lè butigline col viedar scur.
Lasa cal sponsa in cantina al scur e sol dop i mort, al tri ad nuembar, as pol bevarn un bichirin picul da ’stà puzion magica: at santirè ach gust”.

Voi che leggete: vi aspetto il 3 novembre a valutare il mio nocino.

giovedì 26 maggio 2011

Ciliegie


A me le ciliegie sono sempre piaciute molto, e ho cercato in tutti i modi di farne crescere varie piante. Finalmente dopo anni la natura si è commossa ed ha premiato il mio sforzo. Ho un albero di ciliegie colmo di frutti rossi.

domenica 22 maggio 2011

Pulcini


Tutto parte da quando l'estate scorsa hanno regalato un pulcino alla figlia. E' cresciuto ed è diventato un bel galletto. Gli abbiamo dato una compagna che per tutto l'inverno ci ha deliziato di un uovo al giorno. Poi lentamente il galletto è dimagrito fino a morire. La gallina è diventata chioccia e con le uova di alcuni gentili vicini le abbiamo messe a cova. Puntualmente dopo 21 giorni precisi le uova si sono schiuse.
Che meraviglia: 11 pulcini allegri e vivaci per la gioia di tutta la famiglia.

sabato 21 maggio 2011

Vito


.... anni fa ruppi un tavolo in marmo bianco di Carrara dello spessore di tre centimetri.
Con quel marmo ogni tanto mi diletto a realizzare piccoli lavori. Questa volta è toccato al gatto di Isabella "vito" che regalo per il suo compleanno.

sabato 9 aprile 2011

Coniglio?

No!  è un grosso sasso, dipinto da Eliana e sistemato nel prato per stupire i nipotini quando ci verranno a trovare.

martedì 5 aprile 2011

venerdì 1 aprile 2011

giovedì 24 marzo 2011

Jack (GEK)

Posted by PicasaGEK (lo scrivo così, come l’ho sempre chiamato)


Seduto al mio pc guardo il fuoco del camino, nell’altra stanza, che si sta spegnendo. Ho un po’ freddo, ma la pigrizia è superiore e continuo a battere, con i due indici, sulla tastiera, mi è tornato il ricordo di Gek: il cane di famiglia, per intenderci. Trovato ancora piccolo, da Marco nell’agosto del 2004, quando con il motorino delle poste correva per le strade di Bergantino. Sembrava più un prototipo che un cane. Nato dal miscuglio di almeno tre razze: segugio, cane lupo, collie e forse altre tante razze non ben identificate. Un bastardo di mezza taglia con il manto bruno color del legno stagionato, più scuro sulla schiena, e sfumature beige sul petto, due orecchi cadenti, uno lo portava ritto e l’altro piegato; corpo lungo con una vertebra in più, il muso sembrava copiato dall’orso bianco. Il suo naso umido sempre pronto a strofinartelo in cerca di una carezza, quando tu da un paio di minuti non gliela elargivi. Correva veloce ed allegro sempre. Abbaiava a chi gli era antipatico e abbiamo riscontrato che sono le stesse persone antipatiche anche a noi. Gli amici nostri erano anche amici suoi e subito anche da loro pretendeva carezze. Un segugio? Durante le passeggiate in campagna scovava e rincorreva lepri e fagiani. Due le lepri riportate a casa dopo un inseguimento. Altre volte non riuscendo a prenderle tornava ansimando con una lingua smisurata e penzolante. Odiava i cani del vicino e con loro intratteneva, attraverso la recinzione vere battaglie verbali e non solo. Andava d’accordo con i nostri altri tre gatti, ma gli stranieri no! E’ toccata sorte grama al gatto di M….. “una stretta al dorso uno scossone tra le sue fauci e del gatto fu la fine”. Ad un gatto selvatico che tentava l’intrusione in sua proprietà dopo averlo noi istigato all’attacco, si è buttato, inconsapevole di quanto fanno male le unghie attaccate al muso e alle orecchie. Il gatto con le sue unghie gli bloccava ogni movimento della bocca, ma alla fine ha prevalso lui e il gatto si è dovuto rifugiare sull’albero di noce, dove è stato per più di tre giorni immobile, poi non lo abbiamo più visto. Tante le storie da raccontare che riemergono di tanto in tanto nei ricordi e come per i nostri parenti scomparsi corre frequente il suo ricordo. Di tutte le razze che lo hanno generato ha preso la parte migliore di ognuna diventando “il non plus ultra dei cani” il migliore “the best dog in the world”.
Lo vedo ancora lì seduto davanti alla porta che aspettava quel suono che fa il mio pc quando si spegne. Lui era lì ad aspettare che io uscissi e lo invitassi a farsi un giro in campagna. Lui ci accompagnava sempre tutti. Lui capiva le nostre intenzioni, non abbiamo mai saputo come facesse, quando si partiva per il giro quotidiano per la campagna lui ci precedeva. Non portava né collare né guinzaglio, non era necessario gli bastava una voce e subito era lì accanto a te. La sua faccia allegra, la sua coda alta e il suo sculettare ti rendeva felice perché lo vedevi contento. Si passava vicino alle galline di Cecilia le guardava e sapeva che non doveva rincorrerle, se stavano ferme lui passava e andava oltre se solo si muovevano bisognava richiamarlo all’ordine e solo dopo continuava a correre davanti a te in cerca di altri odori o di una pianta da marcare con la sua pipì. Era il momento che lui viveva e forse era anche il mio momento per vivere guardando la natura. L’uomo ormai non vive più, è messo al guinzaglio dalla società che pretende sempre di più. Bisogna aumentare il pil, bisogna produrre, bisogna andare in vacanza, bisogna bisogna… Quando ci fermeremo a vivere? Sì! vivere con semplicità con i frutti della natura e ammirando le bellezze che ci offre. Senza invidia con il vicino, parlando incontrando riscoprendo l’amicizia. Ecco! il Gek aveva capito tutto questo. “gek!” ed era pronto a saltare in macchina, lato passeggero, di Marco si accovacciava e non disturbava più. Sulla barca a prua in piedi, mentre viaggiava, annusava l’aria, poi scendeva sulla spiaggia dell’isola a Ficarolo e rincorreva i fagiani. Non ha mai imparato a bere come facevano tutti i cani con la lingua ritorta, lui mordeva l’acqua. Quante buche ha scavato attorno a casa per cercare un po’ di fresco, quante talpe ha inutilmente cercato conficcando il suo nasone dentro ai buchi nel terreno. Ora giace immobile là in fondo, con accanto la sua pallina compagna di tanti giochi, te la portava ma non voleva dartela subito, voleva che tu gliela strappassi poi pretendeva un lancio e via di corsa a riprenderla e a riportartela per un altro gioco.
“ciao Gek, ciao mondo, ciao luna splendente, ciao strade, ciao campagna, ciao anche a te stella lucente che brilli lassù, ho alzato gli occhi e ti ho ammirata sei lì nel cielo infinito e per sempre nei miei sogni, il mio affetto per te mi accompagnerà sempre: addio”.
Il tempo ha compiuto i suoi giorni e le stagioni riprenderanno il loro ritmo. 15 gen. 2011 FerMala

Sole a primavera


Ore 6,10 del 21 mar.2011 -
Il sorgere del sole visto da 45° 00' 55.30" N - 11° 30' 27.26" E
Il cielo è sporcato dalle scie lascite dai tanti aerei in transito.
Non visibile uno stormo di anatre in volo
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domenica 6 marzo 2011

Tela


Fiori su tela di un sacco di canapa.
Un tempo paralume.
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giovedì 3 marzo 2011

Fuoco


Fuori nevica.
Ieri , una giornata con un vento di bufera che sembrava spazzasse tutto e pulisse il cielo.
Invece ecco le nuvole e abbondanti fiocchi bianchi cadere lentamente dal cielo.
Acceso il caminetto, aperto un libro, disteso sulla poltrona, la gatta che fa le fusa accovacciata sulle gambe.
Di tanto in tanto osservo dalla finestra il manto bianco che lentamente copre la campagna.
Come amo il calore e la compagnia del fuoco.
Un rosso mantello che mi parla con la sua fiamma e i suoi crepitii.
Spicchi di sole che il legno ha rubato durante l’estate e che ora generosamente mi regala.
Osservo, tacitamente, l’infinito andar del tempo.

.
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domenica 27 febbraio 2011

La pipa del nonno


Oggi pioveva, ho preso della creta gli ho dato forma di pipa, poi con il fuoco del camino l'ho cotta, vi ho aggiunto una cannuccia ed il gioco è fatto. Sembra la pipa di mio nonno. Funziona perfettamente.... io non fumo.
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lunedì 14 febbraio 2011

Nerone


Nerone. La tenerezza di un’anima selvaggia.
Un ammasso di muscoli e tendini.
Un amico mai schiavo, nessuno uguale a lui.
Vivo con lui troppo poco tempo, non ho mai pensato a una vita senza di lui.
Il suo odore è l’odore della vita per me.
Lo scivolare della mia mano sulla suo pelo lucido, sudato o bagnato dall’acqua del torrente mi da i brividi.
Occhi neri e lucidi profondi come la notte.
Groppa muscolosa.
Un fiato dolce d’erba, saporito di fieno.
Un nitrito, quando sente che arrivo, e toglie il morbido naso dal fieno:
Sento i cricchi di biada che scivolano tra i denti d’avorio.
Nel mezzo di sospiri e sguardi e sbatte la sua grossa testa.
Per me tutto questo è un’emozione, un orizzonte, una meta.
Il mio Nerone è un angelo.
Quando sono con lui tutto va a posto come la musica di un'orchestra.
Un sapore antico, irrinunciabile compagno di vita.
Per me la vita è questo, per altri macchine, calcio, telenovele.
Io con lui, in silenzio, guardo il fiato che si fa nuvola nel freddo del mattino,  che esce dal morbido naso di velluto. ...

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venerdì 4 febbraio 2011