lunedì 16 aprile 2012
Il bacio della pioggia
Finalmente la pioggia e allora che cosa c'è di meglio che andare nella casetta laboratorio per ascoltare le gocce cadere sul tetto? Mentre si ascolta il bacio della pioggia, si inganna il tempo costruendo.
1) sgabello per appoggiare i piedi quando, seduti sulla poltrona, si legge un buon libro.
2) martello in marmo bianco, servirà alla prossima Pasqua per romper le uova di cioccolato.
3) Anche le giovani zucche attendevano la pioggia ...sono pronte per la messa a dimora.
1) sgabello per appoggiare i piedi quando, seduti sulla poltrona, si legge un buon libro.
2) martello in marmo bianco, servirà alla prossima Pasqua per romper le uova di cioccolato.
3) Anche le giovani zucche attendevano la pioggia ...sono pronte per la messa a dimora.
sabato 7 aprile 2012
mercoledì 28 marzo 2012
Ciliegi
Ecco due esempi di innesti.
La prima foto rappresenta un fallimento. E' una pianta di oltre 20 anni che mi ostino a tenere, mi dicono tutti che è un bell'albero fiorito, ma poi di ciliegie solo qualche decina regolarmente preda di merli e storni.
La seconda foto rappresenta un successo. E' una pianta di 5 anni e ogni primavera copre i suoi rami di bianchi fiori che poi diventano rosse ciliegie. La maturazione avviene quando gli uccelli, sazi delle ciliegie precoci, cercano altri frutti da castigare.
giovedì 22 marzo 2012
innesto a triangolo
Io lo faccio così come me l' hanno insegnato. Non voglio insegnare niente a nessuno. Attenzione ci sono innesti che poi daranno frutti e altri solo fiori e foglie. Tutto questo su richiesta del mio amico T.B. "che è già bravo di suo".
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| 1) Forbice. coltello, rafia, mastice o nastro autoagglomerante. |
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| 2) preparare il portainnesto e l'innesto (marza) con tagli a triangolo |
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| 3) appoggiare la marza al portainneso e legare stretto con rafia o nastro autoagglomerante |
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| 4) Massimo tre gemme, tagliare tutti i rametti del portainnesto. |
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| 5) un innesto del 2011(ciliegio) |
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| 6) il risultato sarà un albero da frutta in fiore |
mercoledì 21 marzo 2012
Rondini a primavera
Vi ho visto partire l'autunno scorso.
Vi ho visto sostare sui fili della luce come note di un pentagramma musicale,
Vi ho aspettato per tutto l'inverno, immaginandovi volare in paesi caldi.
Non vi ho visto il giorno di San Benedetto dove dovevate essere sotto il tetto.
Perché tardate ad arrivare?
Gli albicocchi, i prugni, i ciliegi e i peschi sono in fiore. I verdi piselli fanno capolino dalla crosta del terreno arrido: qui non piove da mesi. Ho praticato due innesti di albicocca e ho messo a dimora altre piante da frutto.
Ho iniziato ad irrigare l'actinidia e i meli. I bulbi dei tulipani stanno andando a fiore.
La primavera è sbocciata, speriamo che aprile mantenga le promesse... "ad aprile ogni giorno un barile".
Vi ho visto sostare sui fili della luce come note di un pentagramma musicale,
Vi ho aspettato per tutto l'inverno, immaginandovi volare in paesi caldi.
Non vi ho visto il giorno di San Benedetto dove dovevate essere sotto il tetto.
Perché tardate ad arrivare?
Gli albicocchi, i prugni, i ciliegi e i peschi sono in fiore. I verdi piselli fanno capolino dalla crosta del terreno arrido: qui non piove da mesi. Ho praticato due innesti di albicocca e ho messo a dimora altre piante da frutto.
Ho iniziato ad irrigare l'actinidia e i meli. I bulbi dei tulipani stanno andando a fiore.
La primavera è sbocciata, speriamo che aprile mantenga le promesse... "ad aprile ogni giorno un barile".
domenica 19 febbraio 2012
Ancora sule api
Primi giorni di aprile di qualche anno fa .... quand'ero apicoltore.
"La regina con le 13 ancelle ... le indicano la cella dove deve posare l'uovo".
"La regina con le 13 ancelle ... le indicano la cella dove deve posare l'uovo".
Incredibile!
è bastato un raggio di sole, in questo rigido inverno 2012, per vedere ancora
una volta le api uscire dall’arnia. Attive attorno all’alveare per le normali
pulizie. Incredibilmente si vedono api
tornare all’alveare con le cestelle piene di polline, ma dove saranno andate a
prenderlo? Quello di febbraio è il mese per la stimolazione dell’alveare, ma
attenti, apicoltori,le previsioni sono per un marzo ancora molto freddo.
Le api sono insetti che si adattano molto alla temperatura dell’ambiente. Loro non sentono la differenza tra il caldo e il freddo. Escursioni di temperature che vanno da più 50° a più 10° non le mettono in difficoltà. Resta inteso che favorisco temperature miti a quelle rigide.
Sembra incredibile come riescano a mantenere all’interno della loro casetta temperature costanti attorno ai 35° in qualsiasi stagione. Con il propoli chiudono ermeticamente tutti i fori del tetto così che il calore prodotto non si disperda. Le api, al sopraggiungere del freddo si riuniscono al centro dell’arnia e formando il glomere: una palla di api disposta su tutte e due le parti dei telaino, dall’alto verso il basso occupando lo spazio rivolto a sud-est dove, eventuali raggi di sole invernale possano portare un po’ di tepore. Il calore viene prodotto dal loro movimento e continuo scambiarsi di posto dall’esterno all’interno del glomere. Temperature troppo fredde fanno morire le api, non di freddo ma di fame, perché non riescono a nutrirsi anche se nell’alveare abbonda il miele.
Gli apicoltori non fanno visite invernali per mantenere ben chiusa l’arnia .
Le api sono insetti che si adattano molto alla temperatura dell’ambiente. Loro non sentono la differenza tra il caldo e il freddo. Escursioni di temperature che vanno da più 50° a più 10° non le mettono in difficoltà. Resta inteso che favorisco temperature miti a quelle rigide.
Sembra incredibile come riescano a mantenere all’interno della loro casetta temperature costanti attorno ai 35° in qualsiasi stagione. Con il propoli chiudono ermeticamente tutti i fori del tetto così che il calore prodotto non si disperda. Le api, al sopraggiungere del freddo si riuniscono al centro dell’arnia e formando il glomere: una palla di api disposta su tutte e due le parti dei telaino, dall’alto verso il basso occupando lo spazio rivolto a sud-est dove, eventuali raggi di sole invernale possano portare un po’ di tepore. Il calore viene prodotto dal loro movimento e continuo scambiarsi di posto dall’esterno all’interno del glomere. Temperature troppo fredde fanno morire le api, non di freddo ma di fame, perché non riescono a nutrirsi anche se nell’alveare abbonda il miele.
Gli apicoltori non fanno visite invernali per mantenere ben chiusa l’arnia .
P.S. Ho un
paio di amici che continuano la nobile arte dell’apicoltura, ho chiesto di inserire
una sonda termica, appena sotto il coperchio dell’arnia, per verificare le
temperature estiva e invernale.
E’ una mia curiosità, se chi mi legge lo ha fatto, sarei curioso di conoscerne i risultati. Grazie.
E’ una mia curiosità, se chi mi legge lo ha fatto, sarei curioso di conoscerne i risultati. Grazie.
mercoledì 15 febbraio 2012
Cantinetta verticale
Porta bottiglie formato da tre volte il numero perfetto di tre, in totale custodisce nove bottiglie. In alto andranno messi tre vini rossi di più alto invecchiamento, al centro tre vini rosati o rosso giovane e in basso tre bottiglie di vino bianco. Questa disposizione è consigliata in funzione della temperatura ambiente, che è più alta verso l'alto e man mano che si scende è più fresca tale da mantenere il vino alla temperatura più vicina a quella di servizio.
Questo porta bottiglie mantiene il tappo non a contatto del vino e permette ad eventuali depositi di raccogliersi sul fondo.
L' "opera" è unica realizzata su richiesta di E.& D.
Questo porta bottiglie mantiene il tappo non a contatto del vino e permette ad eventuali depositi di raccogliersi sul fondo.
L' "opera" è unica realizzata su richiesta di E.& D.
mercoledì 8 febbraio 2012
Casa mia
A casa mia c’è una casa
bianca come le nuvole e azzurra come il
cielo.
A casa mia c’è l’armonia da sempre e spero non ci
abbandona mai.
A casa mia c’è un prato verde dove correvamo insieme ai nostri figli .
A casa mia c’è un cielo grande che per quanto tu lo guardi è sempre diverso. A casa mia qualsiasi cosa tu ci vuoi vedere la trovi: luce, azzurro, nuvole, luna, sole, nebbia, uccelli, scie di aerei che vanno all’infinito e altro ancora.
A casa mia ogni giorno ci sono un’alba e un tramonto sempre diversi.
A casa mia c’è un glicine molto bello e lungo, sembrano due braccia distese, quando è in fiore emana un delicato profumo tutt’intorno.
A casa mia c’è un parco grande con varie piante che mi tengono compagnia con la frescura, la frutta, le viole, le margherite, le rose e tanti fiori colorati.
A casa mia, ad est, c’è una grande siepe, oltre all’orizzonte un bosco di pioppi da dove, ogni mattino, spunta il sole.
A casa mia ci sono sempre nuove immagini, reali o fantasiose, che mi girano nella testa, attraversano gli spazi e sembrano muoversi con la brezza tiepida che muove le fronde.
A casa mia, a volte, il vento spinge le foglie secche sul terreno e il loro suono riecheggia. Cerco tra quei suoni una voce, una luce, che mi attraversi.
A casa mia si muove la magnolia con le sue larghe foglie verdi e con i profumati bianchi fiori. Sembra gradire la carezza del vento anche i ginkgo biloba del viale alberato.
A casa mia un nuovo giorno inizia ogni mattina. Mi sveglio con intorno un mondo agitato. Tutti corrono, io me ne sono scordato. Poi tutti se ne vanno e resto solo nella mia casa bianca e blu con i suoi colori a respirare i suoi profumi. Il mio pensiero se ne va cercando un’immagine come fosse una rosa, una rosa senza età.
A casa mia, c'è la mia casa....
A casa mia c’è un prato verde dove correvamo insieme ai nostri figli .
A casa mia c’è un cielo grande che per quanto tu lo guardi è sempre diverso. A casa mia qualsiasi cosa tu ci vuoi vedere la trovi: luce, azzurro, nuvole, luna, sole, nebbia, uccelli, scie di aerei che vanno all’infinito e altro ancora.
A casa mia ogni giorno ci sono un’alba e un tramonto sempre diversi.
A casa mia c’è un glicine molto bello e lungo, sembrano due braccia distese, quando è in fiore emana un delicato profumo tutt’intorno.
A casa mia c’è un parco grande con varie piante che mi tengono compagnia con la frescura, la frutta, le viole, le margherite, le rose e tanti fiori colorati.
A casa mia, ad est, c’è una grande siepe, oltre all’orizzonte un bosco di pioppi da dove, ogni mattino, spunta il sole.
A casa mia ci sono sempre nuove immagini, reali o fantasiose, che mi girano nella testa, attraversano gli spazi e sembrano muoversi con la brezza tiepida che muove le fronde.
A casa mia, a volte, il vento spinge le foglie secche sul terreno e il loro suono riecheggia. Cerco tra quei suoni una voce, una luce, che mi attraversi.
A casa mia si muove la magnolia con le sue larghe foglie verdi e con i profumati bianchi fiori. Sembra gradire la carezza del vento anche i ginkgo biloba del viale alberato.
A casa mia un nuovo giorno inizia ogni mattina. Mi sveglio con intorno un mondo agitato. Tutti corrono, io me ne sono scordato. Poi tutti se ne vanno e resto solo nella mia casa bianca e blu con i suoi colori a respirare i suoi profumi. Il mio pensiero se ne va cercando un’immagine come fosse una rosa, una rosa senza età.
A casa mia, c'è la mia casa....
domenica 5 febbraio 2012
Api che passione.
In passato ho coltivato "l'arte" dell'apicultura.
Stimolato da una domanda di un amico ho cercato e trovato tra le mie immagini questa bellissima foto di uno sciame, dopo
anni la trovo sempre più bella.
Quello di febbraio è il mese per la nutrizione stimolante che si può fare
con dello sciroppo - pari quantità di zucchero e acqua bollita (lo zucchero va
aggiunto dopo aver tolto l'acqua dal fuoco)
La tecnica della stimolazione dell'alveare va fatta circa un mese prima della prevista fioritura (qui è il difficile, ed ogni regola ha la sua eccezione).
Viene fatta per predisporre un maggior numero di api, forti e robuste per la
grande fioritura: dei fiori primaverili dei campi, degli alberi da frutto e
acacie. Le uova di api operaie impiegano 21 giorni per la schiusa ed una decina di
giorni per renderle operaie attive.
Attendere che passi il freddo di questi giorni prima di aprire gli
alveari per inserire negli appositi nutritori lo sciroppo.
Al posto dello sciroppo si può mettere della melata delle
smelature autunnali. Attenzione che se si sbaglia quantità o periodo si può
provocare la sciamatura. Se la primavera ritarda le api potrebbero morire. Se le
scorte dell'alveare sono abbondanti si può disopercolare alcune parti dei
melari. Questo metodo serve anche per dare celle libere per la deposizione di
uova da parte della regina. A questo proposito, ad inizio stagione, è bene
inserire al centro un paio di nuovi telaini e spostare all'esterno quelli più
vecchi che sono stati usati per precedenti covate. Le api che nasceranno saranno
più grosse e porteranno maggiori quantità di polline e nettare all'alveare.
All'ispezione autunnale, per preparare le api all'inverno, si deve controllare la
quantità di miele nell'alveare, se scarsa, la famiglia va aiutata, mettendo del candito.
Dopo il trattamento anti varroa, che si deve fare a fine estate, si può
ancora stimolare la regina a deporre covata. Le api che nasceranno (senza il
fastidio della varroa) saranno più robuste per affrontare l'inverno.
Purtroppo con queste stagioni non si capisce più quando è tempo
di intervenire, ma quì sta la capacità dell'apicultore che deve capire la natura
e le proprie api. Insetti precisi, sensibili guardiani della natura.
Ogni apicultore ha le sue segrete convinzioni, le api vanno curate amorevolmente se si vuole essere ripagati con abbondante miele e polline.
Ogni apicultore ha le sue segrete convinzioni, le api vanno curate amorevolmente se si vuole essere ripagati con abbondante miele e polline.
Non ho la prestesa di insegnare niente a nessuno, ma ogn'uno prenda se
vuole quello che più lo interessa.
Buon lavoro amici apicultori
venerdì 3 febbraio 2012
Ghiaccioli
..ma che freddo fa... I giorni della merla non se ne vogliono andare.
Le belle giornate che ci aveva regalato gennaio ci avevano illuso che l'inverno fosse finito....
Un merlo, che gira sempre vicino a casa mia, ha una piuma della coda bianca: "allora la storiella che i merli un tempo erano di piumaggio bianco è vera?" ho preso spunto da quella piuma per raccontare la storiella dei "tre giorni della merla".
.... un giorno di gennaio di tanti anni fa un merlo, una merla e tre merlottini erano venuti al mio paese a ripararsi nella fitta siepe di leilandi che sta in fondo a casa mia. Lì avevano sistemato il loro rifugio per l'inverno. Tutti bianchi mostravano con orgoglio la loro livrea. L'inverno sopraggiunse e il mese di gennaio si divertiva a castigare tutti con neve e freddo. La povera famigliola di merli si era spostata per ripararsi maggiormente fino vicino alla casa. Finito il mese di gennaio, che in quel tempo aveva solo 29 giorni, la famigliola dei merli uscì e iniziò a fischiettare prendendo in giro gennaio; pensavano che l'inverno fosse finito. Gennaio chiese in prestito a febbraio tre giorni e li fece freddi e ventosi si che il povero merlo dovette rintanarsi vicino al camino del focolare di casa, con la merla e i merlottini, per trovare un rifugio più mite. Intanto continuava a nevicare. La merla e famiglia stettero per tre giorni, tutti stretti, vicino al camino e la fuliggine e il fumo li resero tutti neri. Quando uscirono a febbraio si accorsero che le loro bianche piume restavano nere, da allora nere sono sempre rimaste. A ricordare che un tempo i merli erano bianchi è rimasta solo la piuma bianca della coda del merlo che svolazza vicino a casa mia.
Ecco spiegato il motivo del freddo che fa a fine gennaio e che quest'anno questi "tri dì i nas vol lasar".
"che gennaio abbia chiesto altri giorni a febbraio??"
Detto popolare: ala Madonna ziriola d'l’invern a sen fora, ma sa piov o tira vent d'l'invern ag sen dentar.
giovedì 26 gennaio 2012
mercoledì 18 gennaio 2012
venerdì 6 gennaio 2012
Vino e porta bottiglie
Il Clinton, normalmente pronunciato Clintòn (in veneto anche crinto o grintón), è un vino rosso, prodotto da una vite importata in Europa intorno al 1820 dall'America in seguito alla invasione della fillossera cui è resistente.
Un tempo era diffuso in varie regioni d'Europa. Il vino è ormai quasi scomparso ma godette in passato di grande diffusione, ancora assai popolare tra i conoscitori. Ha bassa gradazione alcoolica, il che lo rende di difficile conservazione, oltre la primavera. Ha un colore violaceo intenso che lascia una traccia densa nelle bottiglie e nei bicchieri e una macchia particolare nelle tovaglie, un forte profumo fruttato e un inconfondibile sapore che ricorda la fragola.
La sua produzione è proibita in tutta la Comunità Europea, salvo alcuni permessi particolari[1], come anche per il Fragolino.
È un incrocio tra la Vitis labrusca e la Vitis riparia. Il nome deriva da quello della città di Clinton (Iowa, USA), di cui alcuni vitigni erano originari. È inoltre poco attaccata dalle malattie crittogamiche.
Una volta vinificato con le tecniche tradizionali, il Clinton si arricchisce di alcool metilico, sostanza che provoca danni al nervo ottico e alla retina per le interazioni che provoca al sistema nervoso.
(Wikipedia)
Questo è un altro vino che ho chiamato amichevolmente BILL dal nome dell'ex presidente americano, magari gliene spedisco un paio...
sabato 31 dicembre 2011
sabato 24 dicembre 2011
Auguri 2011
Un felice e sereno Natale
agli Amici che seguo e che mi seguono.
FerMala
agli Amici che seguo e che mi seguono.
Con tanta amicizia:
GRAZIE per quello che mi
avete fatto conoscere di voi.
GRAZIE per quello che di voi
mi avete donato.
GRAZIE perché insieme a voi
ho condiviso, il "dare" senza bisogno di "ricevere".
GRAZIE perché ho delle
persone da ricordare.
GRAZIE perché voi non mi lasciate mai solo.....
giovedì 8 dicembre 2011
lunedì 5 dicembre 2011
San Nicola 5 dicembre
Un Santo con una lunga barba bianca trasportato su di un calesse per le vie del Paese da fauni ululanti , il fumo delle torce che irraggiano le tenebre di una luce sinistra, ragazzi e bambini che scappano urlando in preda al panico, il Caos che regna sovrano.
Questo è lo scenario - nella sua parte iniziale - della rumorosa e inquietante sfilata della tradizionale festa di San Nicolò e i Krampus....... 5 dicembre 2010 “Salzburg”
10 gradi e umidità al 95% e passa. Io ho la giacca a vento quella pesante, Eliana pure. Si dovrebbe partire con la Chrysler di Marco, ma perde carburante e allora non resta che il duro pik up. Lo carichiamo all’inverosimile: marmellata di kiwi, di prugne, kiwi, mele e una valigia di indumenti per almeno un mese: per fortuna che non si paga il bagaglio. Destinazione Salzburg, dove mia figlia mette in pratica il desiderio familiare di girare il mondo, lei e lì per studiare il tedesco e mangiare crauti e wafer e a guardare ragazzoni alti e muscolosi.
La strada è lunga, si prevede una sosta e arrivare al tramonto. Incontriamo pioggia, nebbiolina e neve alla frontiera, poi monti e case imbiancate: piccoli presepi. Non incontriamo nessun italiano solo krukki. Ci fermiamo alla frontiere per acquistare la vignetta da applicare al parabrezza: un cappuccino e un panino al prosciutto, con un pane durissimo che mi rovina la bocca, mi provo una giacca a vento e l’antitaccheggio fischia, un biglietto della lotteria e si prosegue. Dal finestrino Eliana scatta fotografie di alberi altissimi e di case coperte di neve bianca incastonate in alte montagne. Il sole lo abbiamo lasciato in Italia. Boschi di pini e abeti e ancora boschi e montagne e paesini sparsi. Arriviamo nel centro di una piazza, l’aria è frizzantina e sui marciapiede ancora neve, facciamo un giro e imbocchiamo, come fossimo degli esperti, l’entrata del parcheggio.
Salzburg è una bella città collocata in mezzo alle montagne e sulle rive del fiume Salzach. Un grande parco cittadino con alberi secolari, in cima alla collina un convento dove si può ammirare la città da sopra una piazzola appositamente costruita. Grandi palazzi che indicano la vita ricca di corti e cortigiani, vecchi di secoli, ma rimodernati e imponenti. Muri spessi. Statue, teatri, cupole. Museo della scienza, una grande palla d’oro nella piazza principale dove scattare le foto anche dei banchetti tradizionali di natale. La città di Mozart, vecchia e imperiale come tutte le capitali. La gente va e viene compra e vende, credevo di aver raggiunto una nazione lontana, ma mi risento a casa quando incontro un collega di lavoro anche lui in vacanza. Non capisco un'acca, ovviamente, per fortuna ho l’interprete al seguito. E' l’Austria, sì un paese “crucco” ma ricco di musica, pulito e ordinato.
Mi aspetto che spuntino guerrieri con spada e lancia. No! Sono enormi e spaventosi krampus che al suono dei campanacci, vestiti di scure pellicce, e muniti di fruste castigano i curiosi passanti.
Fa freddo, ma non si sente: è asciutto. Poi il caldo dell’albergo, l'odore dei crauti dappertutto. Mi si stringe al braccio Eliana da una parte e Isabella dall’altra. Vedo e rivedo solo una figura magra con i capelli mezzo biondi e lunghi, ingruttolita dal freddo, con la sciarpa da dove un voce chiara e squillante dice: ciao mamma ciao papà e mi sfiora con un bacio la guancia.
Fa freddo, ma non si sente: è asciutto. Poi il caldo dell’albergo, l'odore dei crauti dappertutto. Mi si stringe al braccio Eliana da una parte e Isabella dall’altra. Vedo e rivedo solo una figura magra con i capelli mezzo biondi e lunghi, ingruttolita dal freddo, con la sciarpa da dove un voce chiara e squillante dice: ciao mamma ciao papà e mi sfiora con un bacio la guancia.
E … “scusate l’emozione”. FerMala
sabato 3 dicembre 2011
lunedì 14 novembre 2011
Tavolo ... grande
Storia del tavolo:
Il legno usato è abete e proviene da un albero tagliato nel bosco del Cansiglio nella primavera del 2006. Tagliato e segato presso una segheria che sfrutta il salto dell’acqua del torrente per farla funzionare.
Le assi sono state lasciate essiccare all’ombra, lavorate e incollate creando un pannello lato lungo di cm. 400, mentre il lato corto è di cm. 121; lo spessore è cm 4.
Lavorato e assemlato presso il laboratorio di falegnameria di Fabio da FerMala. Vernice al nitro tre mani con precedente abrasione manuale.
Tempo impiegato per abbattimento, trasporto, taglio, piallatura, incollatura, levigatura, pirografia ore: 50 in giorni 950.
La libera incisione con il pirografo è di FerMala.
Incisione: Le lettere rappresentano le iniziali del casato degli amici “B.....i” insediatisi in Stienta.
Si intendono rappresentare due lettere “B” leggibili da entrambi i lati legate tra loro; un’edera tiene il gambo, mentre i girasoli sono sparsi sulla curvatura della lettera e vengono legati da piccoli cerchietti. il tutto a rappresentare quello che più vi aggrada pensare mentre guardate.
Nel disegno è inserita una tavoletta con una enigmatica scritta, è sostenuta da due ragni come se il sapere sia legato ad una ragnatela, le frasi si possono leggere da tutti i lati e da destra e sinistra. SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS.
Si tratta di una scritta trovata a Pompei, durante gli scavi, dove un “un ignaro cittadino” aveva lasciato il suo messaggio scritto in latino volgare e quindi di difficile traduzione.
Molti gli studiosi che ne danno una loro interpretazione: la mia è questa -
“IL CREATORE DEL MONDO DETIENE IL MOVIMENTO DELL’OPERA” .
Il tavolo è stato costruito appositamente per essere posizionato presso la casa di campagna, dove si riuniscono (volentieri) parenti e amici per convivi are in amicizia........
giovedì 3 novembre 2011
Formaggio
10 litri di latte appena munto, avuto da un contadino nostro conoscente, lo abbiamo messo in un contenitore adeguato, abbiamo aggiungeto 2 gr. di caglio, che si acquista in farmacia,
Scaldato fino a portarlo a circa 40 gradi e poi lasciato riposare per qualche ora.
Sulla superficie si è addenserà la cagliata.
Quest'ultima l'abbiamo rotta e separata, scolata e messa in apposita sagoma in legno.
Pressare per far uscire tutto il siero.
Il giorno dopo immergere il composto in acqua salata per qualche ora.
Lasciatelo maturare a piacere in luogo fresco e umido
Abbiamo anche tentato di fare la ricotta, ma non ci è riuscito.
Ora in dispensa abbiamo tutto l'occorrente per passare l'inverno: conserve, marmellate, miele, vino, kiwi, mele, noci, il buonissimo nocino ed ora anche il formaggio fatto in casa.
Resto in attesa di amici per condividere in compagnia.
mercoledì 2 novembre 2011
lunedì 10 ottobre 2011
martedì 9 agosto 2011
mercoledì 3 agosto 2011
lunedì 1 agosto 2011
Pesciolino
.. .. per ogni viaggio, lascio cadere nell’acqua di un fiume, mare o oceano un piccolo oggetto di legno con la speranza di trovarlo su ad una delle prossime spiagge che visiterò.
Questa volta ho dato un pesciolino a Martina affinché lo liberi nelle acque della Manica.
….. quando mi vedrete a testa china sulla sabbia di qualche spiaggia non chiedetevi “cosa cerca?” perché ora lo sapete: sto cercando il pesciolino.giovedì 23 giugno 2011
Il sorgere del sole - Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Il sorgere del sole visto da 45° 00' 55.30" N - 11° 30' 27.26" E
Da casa mia eccovi le posizioni del sole il primo giorno di primavera, estate, autunno, inverno.Ora solare.
Primavera ore 6,10 del 21 mar.2011
Estare ore 4.35 del 21 giu. 2011
Autunno ore 6,10 del 21 set. 2011
Inverno ore 7,58 del 21 dic. 2011
Inverno ore 7,58 del 21 dic. 2011
Un anno è diviso in quattro stagioni.
Esse sono dovute al modo in cui l'asse di rotazione della Terra è inclinato rispetto al piano dell'orbita eclittica.
L'inclinazione dell'asse terrestre è di 23°27' dalla perpendicolare al piano dell’eclittica e resta fissa nello spazio durante il giro della Terra attorno al Sole.
Questa inclinazione è la causa delle stagioni e della variazione nella durata del periodo di luce diurna nel corso dell'anno.
Non l'ho scoperto io, molti astronomi avevano definito questi concetti. Io li ho guardati ed ho annotato quanto è precisa è l'astrologia "ho voluto verificare di persona che il sorgere del sole a inizio primavera e inizio autunno si trova nello stesso punto".
Non l'ho scoperto io, molti astronomi avevano definito questi concetti. Io li ho guardati ed ho annotato quanto è precisa è l'astrologia "ho voluto verificare di persona che il sorgere del sole a inizio primavera e inizio autunno si trova nello stesso punto".
mercoledì 15 giugno 2011
mercoledì 8 giugno 2011
Nocino
Anni or sono in fondo alla proprietà fu messo a dimora un albero di noce. “testimone di confine”. E’ una pianta molto alta e rigogliosa e spesso, nelle giornate calde, vado a sedermi sotto la sua fresca ombra. Da sempre dona abbondanti frutti. Proprio oggi passeggiando ho battuto la testa conto tre noci e mi è venuta voglia di preparare il nocino. Subito torno al ricordo di mia nonna che mi raccontava favole affinché non mi allontanassi da lei e mi diceva che sotto quell’albero di noce si riunivano di notte le streghe e insieme al diavolo banchettavano allegramente fino al mattino seguente. Fu così che mi raccontò della leggenda-ricetta per preparare il nocino: liquore fatto con le noci verdi che lei considerava una “pozione magica”.
La sua preparazione deve rispettare rigide regole, pena la non riuscita dell’intruglio.
La nonna racconta:
“. la not ad San Zuan, c’la casca tra al vintitrì e al vintiquatar ad zugn, le stregh le n’andasea brisa sota la nùgara, acsì ch’as pudea catar le nos senza recar disturb al stregh. Il nos le dev essar verd e le s’dev catar sol al scur d’là not. Le và taià in quatar toch con al curtel ad legn ad rubin, quel c’la fat to nono con un un raz d’na roda ad car. Il nos le va apena spacà dentr’al murtai, sempar ad legn. ’Stà pastela t’la meti in t’un butiglion ad viedar zuntandag l’alcul a nuantazinch grad. Il nos le dev’ essar dasnov, l’alcul tarsent cc. Fata ’stà funzion at sari tut e at và a let. La matina dop, quand c’à spunta al sol, atag zunti tre broche ad garofan, tre scorze ad limon e tre fujine ad canela. Al buzon at tal lasci al sol fin al tri d’agost e ogni tri dì atag dé ’n’immisiada.
Al trì d’agost at tò un sdaz e at filtri spartend al liquid dal solid.
In t’un pniatin at prepari un sirop con tarsent gram ad zucar e tarsent cc ad acqua c’à tla fe buìr sul fog. At lasci cal sirop al dventa tiepid, a tag zunti tre scuciarà ad miel e at l’immisi col liquid d’lè nos. A marc cmand, cat mesculi tant prima d’imbutigliaral dentar a d’lè butigline col viedar scur.
Lasa cal sponsa in cantina al scur e sol dop i mort, al tri ad nuembar, as pol bevarn un bichirin picul da ’stà puzion magica: at santirè ach gust”.
Voi che leggete: vi aspetto il 3 novembre a valutare il mio nocino.
La sua preparazione deve rispettare rigide regole, pena la non riuscita dell’intruglio.
La nonna racconta:
“. la not ad San Zuan, c’la casca tra al vintitrì e al vintiquatar ad zugn, le stregh le n’andasea brisa sota la nùgara, acsì ch’as pudea catar le nos senza recar disturb al stregh. Il nos le dev essar verd e le s’dev catar sol al scur d’là not. Le và taià in quatar toch con al curtel ad legn ad rubin, quel c’la fat to nono con un un raz d’na roda ad car. Il nos le va apena spacà dentr’al murtai, sempar ad legn. ’Stà pastela t’la meti in t’un butiglion ad viedar zuntandag l’alcul a nuantazinch grad. Il nos le dev’ essar dasnov, l’alcul tarsent cc. Fata ’stà funzion at sari tut e at và a let. La matina dop, quand c’à spunta al sol, atag zunti tre broche ad garofan, tre scorze ad limon e tre fujine ad canela. Al buzon at tal lasci al sol fin al tri d’agost e ogni tri dì atag dé ’n’immisiada.
Al trì d’agost at tò un sdaz e at filtri spartend al liquid dal solid.
In t’un pniatin at prepari un sirop con tarsent gram ad zucar e tarsent cc ad acqua c’à tla fe buìr sul fog. At lasci cal sirop al dventa tiepid, a tag zunti tre scuciarà ad miel e at l’immisi col liquid d’lè nos. A marc cmand, cat mesculi tant prima d’imbutigliaral dentar a d’lè butigline col viedar scur.
Lasa cal sponsa in cantina al scur e sol dop i mort, al tri ad nuembar, as pol bevarn un bichirin picul da ’stà puzion magica: at santirè ach gust”.
Voi che leggete: vi aspetto il 3 novembre a valutare il mio nocino.
giovedì 26 maggio 2011
domenica 22 maggio 2011
Pulcini
Tutto parte da quando l'estate scorsa hanno regalato un pulcino alla figlia. E' cresciuto ed è diventato un bel galletto. Gli abbiamo dato una compagna che per tutto l'inverno ci ha deliziato di un uovo al giorno. Poi lentamente il galletto è dimagrito fino a morire. La gallina è diventata chioccia e con le uova di alcuni gentili vicini le abbiamo messe a cova. Puntualmente dopo 21 giorni precisi le uova si sono schiuse.
Che meraviglia: 11 pulcini allegri e vivaci per la gioia di tutta la famiglia.
Che meraviglia: 11 pulcini allegri e vivaci per la gioia di tutta la famiglia.
sabato 21 maggio 2011
giovedì 5 maggio 2011
domenica 24 aprile 2011
sabato 9 aprile 2011
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