venerdì 27 aprile 2012
martedì 24 aprile 2012
Aquilone - vulandra
Complice una schiarita con sole e forte vento e ... siamo tornati bambini tutti e tre: padre e due figli maggiorenni con la voglia di costruire e innalzare un aquilone.
Qualche bastoncino leggero e la carta dell'uovo di cioccolato ecco costruito un aquilone e come il poeta Pascoli anche il nostro
... Ed ecco
ondeggia, pencola, urta, sbalza,
risale, prende il vento; ecco pian
piano
tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza.
tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza.
S'inalza; e
ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano.
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano.
S'inalza; e i
piedi trepidi e l'anelo
petto del bimbo e l'avida pupilla
e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.
petto del bimbo e l'avida pupilla
e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.
Più su, più su:
già come un punto brilla
lassù lassù... Ma ecco una ventata
di sbieco, ecco uno strillo alto...
lassù lassù... Ma ecco una ventata
di sbieco, ecco uno strillo alto...
giovedì 19 aprile 2012
Pioggia benedetta


Piove ormai da un po' di tempo, di acqua la terra ne ha ancora bisogno. Fa freddo e le piante crescono lentamente. Io dovrei togliere i fiori laterali del kiwi, (foto 1 e 2 prima e dopo). per fare in modo che il fiore e frutto poi possa svilupparsi maggiormente.
E' un lavoro di pazienza, delicato e abbastanza noioso, quest'anno poi i tripli fiori sono in misura maggiore degli altri anni, pazienza e coraggio.
Le ciliegie hanno legato e promettono bene.
....per ora attendiamo che la primavera arrivi, mentre osserviamo il bel colore verde delle piante.
lunedì 16 aprile 2012
Il bacio della pioggia
Finalmente la pioggia e allora che cosa c'è di meglio che andare nella casetta laboratorio per ascoltare le gocce cadere sul tetto? Mentre si ascolta il bacio della pioggia, si inganna il tempo costruendo.
1) sgabello per appoggiare i piedi quando, seduti sulla poltrona, si legge un buon libro.
2) martello in marmo bianco, servirà alla prossima Pasqua per romper le uova di cioccolato.
3) Anche le giovani zucche attendevano la pioggia ...sono pronte per la messa a dimora.
1) sgabello per appoggiare i piedi quando, seduti sulla poltrona, si legge un buon libro.
2) martello in marmo bianco, servirà alla prossima Pasqua per romper le uova di cioccolato.
3) Anche le giovani zucche attendevano la pioggia ...sono pronte per la messa a dimora.
sabato 7 aprile 2012
mercoledì 28 marzo 2012
Ciliegi
Ecco due esempi di innesti.
La prima foto rappresenta un fallimento. E' una pianta di oltre 20 anni che mi ostino a tenere, mi dicono tutti che è un bell'albero fiorito, ma poi di ciliegie solo qualche decina regolarmente preda di merli e storni.
La seconda foto rappresenta un successo. E' una pianta di 5 anni e ogni primavera copre i suoi rami di bianchi fiori che poi diventano rosse ciliegie. La maturazione avviene quando gli uccelli, sazi delle ciliegie precoci, cercano altri frutti da castigare.
giovedì 22 marzo 2012
innesto a triangolo
Io lo faccio così come me l' hanno insegnato. Non voglio insegnare niente a nessuno. Attenzione ci sono innesti che poi daranno frutti e altri solo fiori e foglie. Tutto questo su richiesta del mio amico T.B. "che è già bravo di suo".
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| 1) Forbice. coltello, rafia, mastice o nastro autoagglomerante. |
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| 2) preparare il portainnesto e l'innesto (marza) con tagli a triangolo |
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| 3) appoggiare la marza al portainneso e legare stretto con rafia o nastro autoagglomerante |
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| 4) Massimo tre gemme, tagliare tutti i rametti del portainnesto. |
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| 5) un innesto del 2011(ciliegio) |
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| 6) il risultato sarà un albero da frutta in fiore |
mercoledì 21 marzo 2012
Rondini a primavera
Vi ho visto partire l'autunno scorso.
Vi ho visto sostare sui fili della luce come note di un pentagramma musicale,
Vi ho aspettato per tutto l'inverno, immaginandovi volare in paesi caldi.
Non vi ho visto il giorno di San Benedetto dove dovevate essere sotto il tetto.
Perché tardate ad arrivare?
Gli albicocchi, i prugni, i ciliegi e i peschi sono in fiore. I verdi piselli fanno capolino dalla crosta del terreno arrido: qui non piove da mesi. Ho praticato due innesti di albicocca e ho messo a dimora altre piante da frutto.
Ho iniziato ad irrigare l'actinidia e i meli. I bulbi dei tulipani stanno andando a fiore.
La primavera è sbocciata, speriamo che aprile mantenga le promesse... "ad aprile ogni giorno un barile".
Vi ho visto sostare sui fili della luce come note di un pentagramma musicale,
Vi ho aspettato per tutto l'inverno, immaginandovi volare in paesi caldi.
Non vi ho visto il giorno di San Benedetto dove dovevate essere sotto il tetto.
Perché tardate ad arrivare?
Gli albicocchi, i prugni, i ciliegi e i peschi sono in fiore. I verdi piselli fanno capolino dalla crosta del terreno arrido: qui non piove da mesi. Ho praticato due innesti di albicocca e ho messo a dimora altre piante da frutto.
Ho iniziato ad irrigare l'actinidia e i meli. I bulbi dei tulipani stanno andando a fiore.
La primavera è sbocciata, speriamo che aprile mantenga le promesse... "ad aprile ogni giorno un barile".
domenica 19 febbraio 2012
Ancora sule api
Primi giorni di aprile di qualche anno fa .... quand'ero apicoltore.
"La regina con le 13 ancelle ... le indicano la cella dove deve posare l'uovo".
"La regina con le 13 ancelle ... le indicano la cella dove deve posare l'uovo".
Incredibile!
è bastato un raggio di sole, in questo rigido inverno 2012, per vedere ancora
una volta le api uscire dall’arnia. Attive attorno all’alveare per le normali
pulizie. Incredibilmente si vedono api
tornare all’alveare con le cestelle piene di polline, ma dove saranno andate a
prenderlo? Quello di febbraio è il mese per la stimolazione dell’alveare, ma
attenti, apicoltori,le previsioni sono per un marzo ancora molto freddo.
Le api sono insetti che si adattano molto alla temperatura dell’ambiente. Loro non sentono la differenza tra il caldo e il freddo. Escursioni di temperature che vanno da più 50° a più 10° non le mettono in difficoltà. Resta inteso che favorisco temperature miti a quelle rigide.
Sembra incredibile come riescano a mantenere all’interno della loro casetta temperature costanti attorno ai 35° in qualsiasi stagione. Con il propoli chiudono ermeticamente tutti i fori del tetto così che il calore prodotto non si disperda. Le api, al sopraggiungere del freddo si riuniscono al centro dell’arnia e formando il glomere: una palla di api disposta su tutte e due le parti dei telaino, dall’alto verso il basso occupando lo spazio rivolto a sud-est dove, eventuali raggi di sole invernale possano portare un po’ di tepore. Il calore viene prodotto dal loro movimento e continuo scambiarsi di posto dall’esterno all’interno del glomere. Temperature troppo fredde fanno morire le api, non di freddo ma di fame, perché non riescono a nutrirsi anche se nell’alveare abbonda il miele.
Gli apicoltori non fanno visite invernali per mantenere ben chiusa l’arnia .
Le api sono insetti che si adattano molto alla temperatura dell’ambiente. Loro non sentono la differenza tra il caldo e il freddo. Escursioni di temperature che vanno da più 50° a più 10° non le mettono in difficoltà. Resta inteso che favorisco temperature miti a quelle rigide.
Sembra incredibile come riescano a mantenere all’interno della loro casetta temperature costanti attorno ai 35° in qualsiasi stagione. Con il propoli chiudono ermeticamente tutti i fori del tetto così che il calore prodotto non si disperda. Le api, al sopraggiungere del freddo si riuniscono al centro dell’arnia e formando il glomere: una palla di api disposta su tutte e due le parti dei telaino, dall’alto verso il basso occupando lo spazio rivolto a sud-est dove, eventuali raggi di sole invernale possano portare un po’ di tepore. Il calore viene prodotto dal loro movimento e continuo scambiarsi di posto dall’esterno all’interno del glomere. Temperature troppo fredde fanno morire le api, non di freddo ma di fame, perché non riescono a nutrirsi anche se nell’alveare abbonda il miele.
Gli apicoltori non fanno visite invernali per mantenere ben chiusa l’arnia .
P.S. Ho un
paio di amici che continuano la nobile arte dell’apicoltura, ho chiesto di inserire
una sonda termica, appena sotto il coperchio dell’arnia, per verificare le
temperature estiva e invernale.
E’ una mia curiosità, se chi mi legge lo ha fatto, sarei curioso di conoscerne i risultati. Grazie.
E’ una mia curiosità, se chi mi legge lo ha fatto, sarei curioso di conoscerne i risultati. Grazie.
mercoledì 15 febbraio 2012
Cantinetta verticale
Porta bottiglie formato da tre volte il numero perfetto di tre, in totale custodisce nove bottiglie. In alto andranno messi tre vini rossi di più alto invecchiamento, al centro tre vini rosati o rosso giovane e in basso tre bottiglie di vino bianco. Questa disposizione è consigliata in funzione della temperatura ambiente, che è più alta verso l'alto e man mano che si scende è più fresca tale da mantenere il vino alla temperatura più vicina a quella di servizio.
Questo porta bottiglie mantiene il tappo non a contatto del vino e permette ad eventuali depositi di raccogliersi sul fondo.
L' "opera" è unica realizzata su richiesta di E.& D.
Questo porta bottiglie mantiene il tappo non a contatto del vino e permette ad eventuali depositi di raccogliersi sul fondo.
L' "opera" è unica realizzata su richiesta di E.& D.
mercoledì 8 febbraio 2012
Casa mia
A casa mia c’è una casa
bianca come le nuvole e azzurra come il
cielo.
A casa mia c’è l’armonia da sempre e spero non ci
abbandona mai.
A casa mia c’è un prato verde dove correvamo insieme ai nostri figli .
A casa mia c’è un cielo grande che per quanto tu lo guardi è sempre diverso. A casa mia qualsiasi cosa tu ci vuoi vedere la trovi: luce, azzurro, nuvole, luna, sole, nebbia, uccelli, scie di aerei che vanno all’infinito e altro ancora.
A casa mia ogni giorno ci sono un’alba e un tramonto sempre diversi.
A casa mia c’è un glicine molto bello e lungo, sembrano due braccia distese, quando è in fiore emana un delicato profumo tutt’intorno.
A casa mia c’è un parco grande con varie piante che mi tengono compagnia con la frescura, la frutta, le viole, le margherite, le rose e tanti fiori colorati.
A casa mia, ad est, c’è una grande siepe, oltre all’orizzonte un bosco di pioppi da dove, ogni mattino, spunta il sole.
A casa mia ci sono sempre nuove immagini, reali o fantasiose, che mi girano nella testa, attraversano gli spazi e sembrano muoversi con la brezza tiepida che muove le fronde.
A casa mia, a volte, il vento spinge le foglie secche sul terreno e il loro suono riecheggia. Cerco tra quei suoni una voce, una luce, che mi attraversi.
A casa mia si muove la magnolia con le sue larghe foglie verdi e con i profumati bianchi fiori. Sembra gradire la carezza del vento anche i ginkgo biloba del viale alberato.
A casa mia un nuovo giorno inizia ogni mattina. Mi sveglio con intorno un mondo agitato. Tutti corrono, io me ne sono scordato. Poi tutti se ne vanno e resto solo nella mia casa bianca e blu con i suoi colori a respirare i suoi profumi. Il mio pensiero se ne va cercando un’immagine come fosse una rosa, una rosa senza età.
A casa mia, c'è la mia casa....
A casa mia c’è un prato verde dove correvamo insieme ai nostri figli .
A casa mia c’è un cielo grande che per quanto tu lo guardi è sempre diverso. A casa mia qualsiasi cosa tu ci vuoi vedere la trovi: luce, azzurro, nuvole, luna, sole, nebbia, uccelli, scie di aerei che vanno all’infinito e altro ancora.
A casa mia ogni giorno ci sono un’alba e un tramonto sempre diversi.
A casa mia c’è un glicine molto bello e lungo, sembrano due braccia distese, quando è in fiore emana un delicato profumo tutt’intorno.
A casa mia c’è un parco grande con varie piante che mi tengono compagnia con la frescura, la frutta, le viole, le margherite, le rose e tanti fiori colorati.
A casa mia, ad est, c’è una grande siepe, oltre all’orizzonte un bosco di pioppi da dove, ogni mattino, spunta il sole.
A casa mia ci sono sempre nuove immagini, reali o fantasiose, che mi girano nella testa, attraversano gli spazi e sembrano muoversi con la brezza tiepida che muove le fronde.
A casa mia, a volte, il vento spinge le foglie secche sul terreno e il loro suono riecheggia. Cerco tra quei suoni una voce, una luce, che mi attraversi.
A casa mia si muove la magnolia con le sue larghe foglie verdi e con i profumati bianchi fiori. Sembra gradire la carezza del vento anche i ginkgo biloba del viale alberato.
A casa mia un nuovo giorno inizia ogni mattina. Mi sveglio con intorno un mondo agitato. Tutti corrono, io me ne sono scordato. Poi tutti se ne vanno e resto solo nella mia casa bianca e blu con i suoi colori a respirare i suoi profumi. Il mio pensiero se ne va cercando un’immagine come fosse una rosa, una rosa senza età.
A casa mia, c'è la mia casa....
domenica 5 febbraio 2012
Api che passione.
In passato ho coltivato "l'arte" dell'apicultura.
Stimolato da una domanda di un amico ho cercato e trovato tra le mie immagini questa bellissima foto di uno sciame, dopo
anni la trovo sempre più bella.
Quello di febbraio è il mese per la nutrizione stimolante che si può fare
con dello sciroppo - pari quantità di zucchero e acqua bollita (lo zucchero va
aggiunto dopo aver tolto l'acqua dal fuoco)
La tecnica della stimolazione dell'alveare va fatta circa un mese prima della prevista fioritura (qui è il difficile, ed ogni regola ha la sua eccezione).
Viene fatta per predisporre un maggior numero di api, forti e robuste per la
grande fioritura: dei fiori primaverili dei campi, degli alberi da frutto e
acacie. Le uova di api operaie impiegano 21 giorni per la schiusa ed una decina di
giorni per renderle operaie attive.
Attendere che passi il freddo di questi giorni prima di aprire gli
alveari per inserire negli appositi nutritori lo sciroppo.
Al posto dello sciroppo si può mettere della melata delle
smelature autunnali. Attenzione che se si sbaglia quantità o periodo si può
provocare la sciamatura. Se la primavera ritarda le api potrebbero morire. Se le
scorte dell'alveare sono abbondanti si può disopercolare alcune parti dei
melari. Questo metodo serve anche per dare celle libere per la deposizione di
uova da parte della regina. A questo proposito, ad inizio stagione, è bene
inserire al centro un paio di nuovi telaini e spostare all'esterno quelli più
vecchi che sono stati usati per precedenti covate. Le api che nasceranno saranno
più grosse e porteranno maggiori quantità di polline e nettare all'alveare.
All'ispezione autunnale, per preparare le api all'inverno, si deve controllare la
quantità di miele nell'alveare, se scarsa, la famiglia va aiutata, mettendo del candito.
Dopo il trattamento anti varroa, che si deve fare a fine estate, si può
ancora stimolare la regina a deporre covata. Le api che nasceranno (senza il
fastidio della varroa) saranno più robuste per affrontare l'inverno.
Purtroppo con queste stagioni non si capisce più quando è tempo
di intervenire, ma quì sta la capacità dell'apicultore che deve capire la natura
e le proprie api. Insetti precisi, sensibili guardiani della natura.
Ogni apicultore ha le sue segrete convinzioni, le api vanno curate amorevolmente se si vuole essere ripagati con abbondante miele e polline.
Ogni apicultore ha le sue segrete convinzioni, le api vanno curate amorevolmente se si vuole essere ripagati con abbondante miele e polline.
Non ho la prestesa di insegnare niente a nessuno, ma ogn'uno prenda se
vuole quello che più lo interessa.
Buon lavoro amici apicultori
venerdì 3 febbraio 2012
Ghiaccioli
..ma che freddo fa... I giorni della merla non se ne vogliono andare.
Le belle giornate che ci aveva regalato gennaio ci avevano illuso che l'inverno fosse finito....
Un merlo, che gira sempre vicino a casa mia, ha una piuma della coda bianca: "allora la storiella che i merli un tempo erano di piumaggio bianco è vera?" ho preso spunto da quella piuma per raccontare la storiella dei "tre giorni della merla".
.... un giorno di gennaio di tanti anni fa un merlo, una merla e tre merlottini erano venuti al mio paese a ripararsi nella fitta siepe di leilandi che sta in fondo a casa mia. Lì avevano sistemato il loro rifugio per l'inverno. Tutti bianchi mostravano con orgoglio la loro livrea. L'inverno sopraggiunse e il mese di gennaio si divertiva a castigare tutti con neve e freddo. La povera famigliola di merli si era spostata per ripararsi maggiormente fino vicino alla casa. Finito il mese di gennaio, che in quel tempo aveva solo 29 giorni, la famigliola dei merli uscì e iniziò a fischiettare prendendo in giro gennaio; pensavano che l'inverno fosse finito. Gennaio chiese in prestito a febbraio tre giorni e li fece freddi e ventosi si che il povero merlo dovette rintanarsi vicino al camino del focolare di casa, con la merla e i merlottini, per trovare un rifugio più mite. Intanto continuava a nevicare. La merla e famiglia stettero per tre giorni, tutti stretti, vicino al camino e la fuliggine e il fumo li resero tutti neri. Quando uscirono a febbraio si accorsero che le loro bianche piume restavano nere, da allora nere sono sempre rimaste. A ricordare che un tempo i merli erano bianchi è rimasta solo la piuma bianca della coda del merlo che svolazza vicino a casa mia.
Ecco spiegato il motivo del freddo che fa a fine gennaio e che quest'anno questi "tri dì i nas vol lasar".
"che gennaio abbia chiesto altri giorni a febbraio??"
Detto popolare: ala Madonna ziriola d'l’invern a sen fora, ma sa piov o tira vent d'l'invern ag sen dentar.
giovedì 26 gennaio 2012
mercoledì 18 gennaio 2012
venerdì 6 gennaio 2012
Vino e porta bottiglie
Il Clinton, normalmente pronunciato Clintòn (in veneto anche crinto o grintón), è un vino rosso, prodotto da una vite importata in Europa intorno al 1820 dall'America in seguito alla invasione della fillossera cui è resistente.
Un tempo era diffuso in varie regioni d'Europa. Il vino è ormai quasi scomparso ma godette in passato di grande diffusione, ancora assai popolare tra i conoscitori. Ha bassa gradazione alcoolica, il che lo rende di difficile conservazione, oltre la primavera. Ha un colore violaceo intenso che lascia una traccia densa nelle bottiglie e nei bicchieri e una macchia particolare nelle tovaglie, un forte profumo fruttato e un inconfondibile sapore che ricorda la fragola.
La sua produzione è proibita in tutta la Comunità Europea, salvo alcuni permessi particolari[1], come anche per il Fragolino.
È un incrocio tra la Vitis labrusca e la Vitis riparia. Il nome deriva da quello della città di Clinton (Iowa, USA), di cui alcuni vitigni erano originari. È inoltre poco attaccata dalle malattie crittogamiche.
Una volta vinificato con le tecniche tradizionali, il Clinton si arricchisce di alcool metilico, sostanza che provoca danni al nervo ottico e alla retina per le interazioni che provoca al sistema nervoso.
(Wikipedia)
Questo è un altro vino che ho chiamato amichevolmente BILL dal nome dell'ex presidente americano, magari gliene spedisco un paio...
sabato 31 dicembre 2011
sabato 24 dicembre 2011
Auguri 2011
Un felice e sereno Natale
agli Amici che seguo e che mi seguono.
FerMala
agli Amici che seguo e che mi seguono.
Con tanta amicizia:
GRAZIE per quello che mi
avete fatto conoscere di voi.
GRAZIE per quello che di voi
mi avete donato.
GRAZIE perché insieme a voi
ho condiviso, il "dare" senza bisogno di "ricevere".
GRAZIE perché ho delle
persone da ricordare.
GRAZIE perché voi non mi lasciate mai solo.....
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