martedì 27 ottobre 2015
venerdì 23 ottobre 2015
sabato 26 settembre 2015
Kiwi - potatura verde
L'autunno è iniziato, le temperature sono in diminuzione.
Si tagliano i rami esterni delle piante per dar luce a i frutti.
Dopo i due anni senza frutta, causa un'abbondante e distruttiva grandinata,
Quest'anno le piante sono cariche di frutti con una buona pezzatura.
A fine ottobre la raccolta quando il rifrattometro indicherà che il grado brix è tra i 6/7 gradi.
Avrò bisogno di operai volontari per la raccolta.
sabato 19 settembre 2015
lunedì 17 agosto 2015
mercoledì 22 luglio 2015
Figli e il pesciolino
I miei figli durante il rito della liberazione del pesciolino in dell'Irlanda del Nord.
La spiaggia è la Downhill beach - Demesne.
Ad ogni viaggio, all'estero, costruisco un pesciolino portafortuna in legno che deve essere messo in acqua prima del ritorno a casa.
Chiunque lo ritrovasse è pregato di comunicarcelo.
sabato 18 luglio 2015
Il profumo del frumento
Il profumo del frumento appena tagliato.
In una limpida alba
di giugno di tanti anni fa, nella campagna di un piccolo borgo che costeggia l’argine
sinistro del fiume Po, due ragazzini poco vestiti, pantaloncini corti di tela e
canottiera consumata, stavano seduti sul bordo dell’aia davanti a casa loro.
La casa. Un grande
fabbricato in mattoni rossi, che si intravvedevano da parti dell’intonaco qua e
là staccato, era composto da tre stabili distinti: l’abitazione del fittavolo e
del bovaro, una grande stalla con animali e un pollaio. Più staccati, un forno
per cuocere il pane, il pozzo con carrucola, catena e secchio in ferro che
serviva l’acqua per gli abitanti e per abbeverare gli animali e l’aia per essiccare
il frumento.
I due giovani erano fratelli e facevano parte
di una famiglia più ampia. mamma, papà, nonna, uno zio del padre che accudiva
alcune pecore e sua moglie che masticava tabacco. Altri due fratelli più grandi,
nati prima della seconda guerra e “maturi” per il lavoro nei campi che
svolgevano insieme ai genitori.
La famiglia del bovaro
aveva una decina figli, praticamente uno ogni anno o quasi, tre di loro, due
femmine e un maschio, avevano più o meno la stessa giovane età dei due e con
loro ne condividevano i giochi.
Il sole non era
ancora spuntato all’orizzonte e il cielo era di un grigio perla acceso con
sfumature di rosa che ne annunciavano il sorgere. Si sentiva il frignio delle
cicale tra il verde cupo dei rami e gli uccelli cantare al nuovo giorno. Quello era un giorno speciale della vita
campestre, un appuntamento al quale non si poteva mancare. Quella corte si
stava, pian piano, popolando di gente. Dalla strada accanto all’aia si poteva
scorgere qualche contadina che avanzava lesta in bicicletta e teneva, dentro
alla sporta di paglia intrecciata, una falce a mano. Anche altri operai comparivano
sempre più numerosi con su le spalle il ferro a falce e tutti vi giungevano e
abbastanza freneticamente preparavano i loro attrezzi di lavoro.
I due ragazzini
stavano seduti sul bordo dell’aia e arrabattavano faticosamente per indossare
dei sandali. Erano stati fatti alzare dal letto bruscamente e stavano lì, mezzo
addormentati, intenti a mettersi ai piedi questi strani oggetti. Oggi i calzari
sarebbero stati indispensabili e la mamma era stata categorica: “bisogna indossarli”.
Gli altri giorni si poteva camminare
scalzi da mattina a sera e con il numeroso gruppo di amici del borgo si faceva
a gara a chi alzava più polvere strisciando i piedi a terra lungo lo stradone
che porta al paese.
I sandali sono
costituiti da una suola e da due pezzi di cuoio uno dei quali porta una piccola fibbia dal lato esterno del piede
dove si infilava la striscia di cuoio forata per adattarla e stringerla al
piede.
Si poteva vedere Giuseppe , il più piccolo, intento a
sistemarseli con le sue piccole manine seduto sull’aia. Un piede a terra e
l’altro sul bordo dove stava seduto. Teneva il capo chino ed avvicinava il
ginocchio, della gamba interessata, fino a portarlo a toccare la spalla.
Nessuno poteva vedere quel visetto serio e intento a quella “prova di manualità”.
Era stato Fernando, il maggiore, a finire per primo mentre Giuseppe, di pochi anni, era ancora
intento a battagliare con la fibbia che non voleva proprio adeguarsi,
nonostante il suo impegno. A chi
chiedere aiuto? Avrà pensato. Il babbo era già nei campi con gli altri due
fratelli. La mamma era indaffarata a sistemare gli attrezzi di lavoro e a
preparare la colazione per la famiglia. Era una donna robusta nel pieno della sua
forza fisica, di carattere buono, ma altrettanto decisa a non concedere vezzi ai
figli. Lei li voleva presto indipendenti
e capaci di arrangiarsi a vestirsi da soli. Sarebbe stato inutile chiamarla per farsi
aiutare “già sapeva la risposta”. Meglio
chiedere aiuto al fratello di poco più grande che era li vicino. Mentre stava per chiedere soccorso Fernando si alzò e, spalancate le
braccia, gridò al fratellino: “vieni che proviamo a correre”. “Non ce la faccio
- gridò il più piccolo - mi fanno male i piedi. Mi fa male ancora il piede che
mi sono ferito ieri seguendoti sulla riva del fosso per andare a caccia di rane”.
Con una risatina, che mal celava un
leggero sarcasmo per le difficoltà del più piccolo, Fernando gli si avvicinò fischiettando e sistemò la fibbia, nel far
questo noto due lacrimucce scende da quei piccoli occhietti neri e un pochino
se ne dispiacque.
Poi i due si misero
a correre. Ma ecco uscire dal fienile il cane, che legato ad una lunga catena
li fece inciampare e ruzzolare tutti e due a terra. I due si guardarono in
faccia e visto che non si erano fatti
male si misero a ridere e pronti in piedi e via di nuovo verso i campi dove
avanzavano con passo spedito i braccianti felici del lavoro che li attendeva.
Sì! Oggi è (era) il 24 giugno si inizia la
mietitura del frumento, che la nonna non voleva mai si iniziasse di venerdì
altrimenti non si sarebbe concluso.
Il sole ormai
illuminava la bionda messe e riscaldava l’aria mattutina che ben presto sarebbe
diventata afa. I due erano bravi ragazzini che stavano conoscendo e imparando
l’arte della mietitura.
Le spighe tagliate e
legate in mazzi (faje), messe nei
covoni a croce in attesa del trasporto verso la cascina per trebbiarle con la
grossa macchina che appariva, ogni anno, come una macchia rossa in fondo allo
stradone alberato di pioppi. La aspettavamo festanti sotto l’ombra del grande
frassino.
Il frumento veniva messo
ad essiccare sull’aia e noi a correre a piedi nudi e fare capriole e giochi da
mattina a sera.
“All’improvviso è
oggi”.
Cammino tra campi di
grano appena tagliato è il profumo della paglia che mi ha risvegliato quel ricordo.
E’ stato come aprire
una scatola di tesori smarriti che avevo nascosto anni fa.
Strana la vita.
Quando sei piccolo
il tempo non passa mai, poi, da un giorno all’altro ti ritrovi vecchio.
Basta un attimo, un
profumo, un fiore, una farfalla, una rana che svelta salta nel fosso durante
una passeggiata solitaria e se Tu lo vuoi, il ricordo si presenta limpido a
farti rivivere il passato.
“Beato chi ha
vissuto e può avere ricordi”.
Uno di quei due si è
dovuto fermare bambino a soli nove anni.
L’altro, finita la
scuola, se n’è andato dalla campagna per tornare da pensionato a risentire il
profumo della paglia tagliata e del
frumento.
martedì 30 giugno 2015
domenica 30 novembre 2014
mercoledì 12 novembre 2014
AUTUNNO ... son tornate a fiorire le rose.
Che pazzo questo AUTUNNO.
Piove e poi ancora pioggia.
La temperatura è mite e son tornate a fiorire le rose
e non solo, ma anche altri colorati fiori.
Sui alcuni rami del ciliegio sono sbocciati i bianchi fiori
e si sono formati i piccoli frutti che non andranno a maturazione.
E' tempo di raccolta del kiwi.
Quest'anno ci sono grossi frutti, ma ahimè la produzione è stata scarsa.
"Ho raccolto 2 al posto di 70"
La grandine dello scorso anno ha compromesso la produzione.
Ci consoliamo con le fotografie e i bei colori che ci regala questa estate di San Martino.
Foto: (bella)
"in montagna si chiamerebbe ruscello,
in campagna si dice fosso"
mercoledì 29 ottobre 2014
sabato 18 ottobre 2014
Alkekengi e farfalline
L'alkekengi è una bacca commestibile e molto dolce.
La pianta è perenne ed appartiene alla famiglia delle Solanaceae (come il pomodoro).
I frutti contengono molta vitamina C e hanno molteplici proprietà, anche antireumatiche.
Io la uso solo a scopo decorativo per la sua caratteristica forma,
che in autunno sembra un "lampioncino".
Una giovane mamma non può più godere della tenerezza del suo bambino che a soli 17 mesi l'ha lasciata.
Le 17 farfalline ricordano altrettanti mesi vissuti insieme.
" quanto è stato bello
il breve tempo con Te aver vissuto".
domenica 12 ottobre 2014
domenica 5 ottobre 2014
Brodo di giuggiole
Ogni stagione ha i suoi frutti.
Il GIUGGIOLO: regala piccoli gustosi frutti, le "GIUGGIOLE" o dattero cinese.
è una pianta originaria dell'Asia.
Coltivata in Italia da secoli è tipica della zona dei colli Euganei.
"andare in brodo di giuggiole" è riferita a chi manifesta grande felicità.
... come il primo bacio tra due innamorati.
mercoledì 24 settembre 2014
10° raduno Lagunari
Sfilata per le vie di Bibione con i "potenti" mezzi da sbarco
21 settembre 2014 -Bibione.
Roma 2 giugno 1968
Scorta alla bandiera durante la sfilata.
Era l'obbligo, che il
cittadino italiano di sesso maschile di sana e robusta costituzione aveva in passato,
di prestare servizio militare.
Al compimento dei 18 anni si riceveva la famosa "cartolina" che ti invitava a sottoporsi alla visita medica di leva. i “famosi "tre giorni" al distretto militare.
Risultato: idoneo al servizio militare.
Al compimento dei 18 anni si riceveva la famosa "cartolina" che ti invitava a sottoporsi alla visita medica di leva. i “famosi "tre giorni" al distretto militare.
Risultato: idoneo al servizio militare.
Dopo poco più di un anno
dalla visita, l'arruolamento.
Destinazione Lecce scuola allievi sottufficiali - Lagunare.
Destinazione Lecce scuola allievi sottufficiali - Lagunare.
Mi sembrò una
privazione della mia libertà personale, è stato uno dei più belli e spensierati
periodi della vita dove ho conosciuto tanti amici.
Ho imparato ad arrangiarmi e a far senza la “mammina”
Ho imparato ad arrangiarmi e a far senza la “mammina”
Ora dopo tanti anni ci ritroviamo, gli
amici di un tempo ed anche altri nuovi a provare gioia a sfilare con in testa in vecchio e ben conservato
basco.
Riaffiorano i ricordi, i giochi e la spensierata vita militare.
Detto questo è doveroso ricordare che non tutto era gioco e spensieratezza. Avevamo tanta nostalgia della famiglia e degli amici lasciati al paese, ma ho notato tra gli ex militari che incontro ai raduni che hanno un ricordo magnifico di quel tempo passato.
Si sa, la nostalgia per l'età giovanile dipinge spesso di rosa anche ciò che all'epoca era nero.
Riaffiorano i ricordi, i giochi e la spensierata vita militare.
Detto questo è doveroso ricordare che non tutto era gioco e spensieratezza. Avevamo tanta nostalgia della famiglia e degli amici lasciati al paese, ma ho notato tra gli ex militari che incontro ai raduni che hanno un ricordo magnifico di quel tempo passato.
Si sa, la nostalgia per l'età giovanile dipinge spesso di rosa anche ciò che all'epoca era nero.
venerdì 22 agosto 2014
La natura crea
Aglio
Tagete tra i cavoli per contrastare i parassiti
conserve
farfalla in rame e CD del soprano Laura R.
Gufo porta orecchini - un paio ogni giorno tutti realizzati da FerMala
Gufo in rame - costruito con tubicini di rame da impianto idraulico N.B. su internet si trovano a pochi euro.
Kiwi - la grandine dello scorso anno se li è portati via tutti, ne ha lasciato solo pochi frutti.
Lampadario con tubi in rame di un vecchio condizionatore.
Marmellate di tutta la frutta possibile.
Mele Fuji
Mele Gala
Mele Golden
Mele Modì
Per una grande pentola servono grandi mestoli
Miele
Noci
Peperoni piccanti
Peperoncino piccantissimo
Piccole rose sempre belle
Uva bianca
Zucche verdi
domenica 22 giugno 2014
Ponte delle Fate
Il pesciolino ha compiuto un altro viaggio.
Il pesciolino portafortuna è stato "liberato" mentre si attraversava il ponte.
..... viandante chiunque tu sia se attraverserai questo confine sarai condotto in luoghi mai esplorati.
Varcando questa linea sottile potrai entrare nel mondo della fantasia e provare la vertigine della bellezza.
Se libererai in questo luogo il pesciolino portafortuna che ti ho dato
sicuramente ritornerai a provare la fantasia di quei luoghi.
Isle of Man
Fotografa, fotografata, mentre assiste al TT Trophy.
Una gara motociclistica su strada dove spericolati centauri mettono a rischio la loro vita per divertimento.
".... lasciano segni di gomma sulle strade come fossero graffiti o incisioni rupestri scavati nella roccia".
giovedì 5 giugno 2014
Papaveri rossi
Qualche giorno fa ho fatto un giro con mia figlia nei luoghi dove son nato e dove ho trascorso la mia infanzia.
Sono riaffiorati tanti ricordi, mi è sembrato di rivivere con le persone quegli anni.
Sono state carezze per la mia mente.
Tra i campi gli alberi e angoli ancora familiari.
Profumo di fieno, piedi scalzi nella polvere o sguazzare nell’ acqua.
Le galline che accorrevano al richiamo e le faraone con il loro chiodo in testa e l’elegante vestito grigio a pois, i buoi, i cavalli, i passeri, il mio cane “leon” che aspettava il mio ritorno da scuola.
Le calde giornate d’estate, la mietitura tra i biondi campi di grano e i papaveri rossi.
Le storie vissute degli anziani raccontate, nei meriggi d’estate mentre battevano con il martello sulla falce, all’ ombra del grande frassino, che è ancora lì con le braccia aperte a chiedermi di salire sui suoi rami in cerca di nidi d’uccelli.
Le corse affannate, le risate sincere.
Rivedo le impronte nel fango e le nuotate nello scolo dietro casa,
la caccia alle rane, i giochi innocenti.
Il lungo sentiero tra i pioppi, dalla folta chioma, che mi portava al paese, guardiani silenziosi dei viaggi in bicicletta per andare alla scuola mai amata.
Mi rivedo dietro al vetro della finestra ad osservare i leggeri fiocchi di neve cadere ed imbiancare la pianura.
A volte i fiocchi erano rincorsi, con i compagni di giochi, per prenderli con la lingua di fuori e la testa all’ insù.
L’autunno, le foglie ingiallite poi i rami spogli.
Gli scherzi a mia nonna Matilde e le paure del buio, “del babao”.
La sera seduti attorno al camino a battere sul ceppo per veder le “strie”.Mia madre e le donne a sferruzzare maglie.
Il mio continuo chiedere di raccontare ancora storie.
La radio dei vicini con gli auguri da Capodistria e la Jole che alzava il volume per l’ immancabile quotidiana “bandiera rossa” e “mamma …. son tanto felice…”
Le castagne, la polenta e la “pinza unta e i pinzin”.
La neve nel bicchiere colorata con un po’ di vino rosso.
Penso dolcemente a quei giorni, che rivedo con gioia ed ho vissuto spensieratamente.
Sono stati “i miei anni veloci”.
lunedì 19 maggio 2014
Libellula
Quante volte son rimasto incantato ad ammirare il volo delle sgargianti libellule
che si posavano sui giunchi ai margini del fosso.
Delicate, con le ali trasparenti, quando si posano hanno movimenti
ondulatori, si fermano un attimo e poi via avanti indietro per un altro breve
volo quali sentinelle del fosso.
Sembra vogliano specchiarsi nell’ acqua quieta per poi baciare la loro immagine immergendo la coda.
A volte quando si accoppiano formano con i loro addomi un cuore. Belle e di tanti nitidi colori e con gli enormi occhi lucenti d’azzurro o verde intenso.
Sembra vogliano specchiarsi nell’ acqua quieta per poi baciare la loro immagine immergendo la coda.
A volte quando si accoppiano formano con i loro addomi un cuore. Belle e di tanti nitidi colori e con gli enormi occhi lucenti d’azzurro o verde intenso.
Magia del colore, magia del metallo, il rame, la passione nel rivivere i
sogni e di scoprire la capacità di realizzarli.
Eccovi la mia libellula in rame.
sabato 17 maggio 2014
Iscriviti a:
Post (Atom)















































