mercoledì 15 giugno 2011
mercoledì 8 giugno 2011
Nocino
Anni or sono in fondo alla proprietà fu messo a dimora un albero di noce. “testimone di confine”. E’ una pianta molto alta e rigogliosa e spesso, nelle giornate calde, vado a sedermi sotto la sua fresca ombra. Da sempre dona abbondanti frutti. Proprio oggi passeggiando ho battuto la testa conto tre noci e mi è venuta voglia di preparare il nocino. Subito torno al ricordo di mia nonna che mi raccontava favole affinché non mi allontanassi da lei e mi diceva che sotto quell’albero di noce si riunivano di notte le streghe e insieme al diavolo banchettavano allegramente fino al mattino seguente. Fu così che mi raccontò della leggenda-ricetta per preparare il nocino: liquore fatto con le noci verdi che lei considerava una “pozione magica”.
La sua preparazione deve rispettare rigide regole, pena la non riuscita dell’intruglio.
La nonna racconta:
“. la not ad San Zuan, c’la casca tra al vintitrì e al vintiquatar ad zugn, le stregh le n’andasea brisa sota la nùgara, acsì ch’as pudea catar le nos senza recar disturb al stregh. Il nos le dev essar verd e le s’dev catar sol al scur d’là not. Le và taià in quatar toch con al curtel ad legn ad rubin, quel c’la fat to nono con un un raz d’na roda ad car. Il nos le va apena spacà dentr’al murtai, sempar ad legn. ’Stà pastela t’la meti in t’un butiglion ad viedar zuntandag l’alcul a nuantazinch grad. Il nos le dev’ essar dasnov, l’alcul tarsent cc. Fata ’stà funzion at sari tut e at và a let. La matina dop, quand c’à spunta al sol, atag zunti tre broche ad garofan, tre scorze ad limon e tre fujine ad canela. Al buzon at tal lasci al sol fin al tri d’agost e ogni tri dì atag dé ’n’immisiada.
Al trì d’agost at tò un sdaz e at filtri spartend al liquid dal solid.
In t’un pniatin at prepari un sirop con tarsent gram ad zucar e tarsent cc ad acqua c’à tla fe buìr sul fog. At lasci cal sirop al dventa tiepid, a tag zunti tre scuciarà ad miel e at l’immisi col liquid d’lè nos. A marc cmand, cat mesculi tant prima d’imbutigliaral dentar a d’lè butigline col viedar scur.
Lasa cal sponsa in cantina al scur e sol dop i mort, al tri ad nuembar, as pol bevarn un bichirin picul da ’stà puzion magica: at santirè ach gust”.
Voi che leggete: vi aspetto il 3 novembre a valutare il mio nocino.
La sua preparazione deve rispettare rigide regole, pena la non riuscita dell’intruglio.
La nonna racconta:
“. la not ad San Zuan, c’la casca tra al vintitrì e al vintiquatar ad zugn, le stregh le n’andasea brisa sota la nùgara, acsì ch’as pudea catar le nos senza recar disturb al stregh. Il nos le dev essar verd e le s’dev catar sol al scur d’là not. Le và taià in quatar toch con al curtel ad legn ad rubin, quel c’la fat to nono con un un raz d’na roda ad car. Il nos le va apena spacà dentr’al murtai, sempar ad legn. ’Stà pastela t’la meti in t’un butiglion ad viedar zuntandag l’alcul a nuantazinch grad. Il nos le dev’ essar dasnov, l’alcul tarsent cc. Fata ’stà funzion at sari tut e at và a let. La matina dop, quand c’à spunta al sol, atag zunti tre broche ad garofan, tre scorze ad limon e tre fujine ad canela. Al buzon at tal lasci al sol fin al tri d’agost e ogni tri dì atag dé ’n’immisiada.
Al trì d’agost at tò un sdaz e at filtri spartend al liquid dal solid.
In t’un pniatin at prepari un sirop con tarsent gram ad zucar e tarsent cc ad acqua c’à tla fe buìr sul fog. At lasci cal sirop al dventa tiepid, a tag zunti tre scuciarà ad miel e at l’immisi col liquid d’lè nos. A marc cmand, cat mesculi tant prima d’imbutigliaral dentar a d’lè butigline col viedar scur.
Lasa cal sponsa in cantina al scur e sol dop i mort, al tri ad nuembar, as pol bevarn un bichirin picul da ’stà puzion magica: at santirè ach gust”.
Voi che leggete: vi aspetto il 3 novembre a valutare il mio nocino.
giovedì 26 maggio 2011
domenica 22 maggio 2011
Pulcini
Tutto parte da quando l'estate scorsa hanno regalato un pulcino alla figlia. E' cresciuto ed è diventato un bel galletto. Gli abbiamo dato una compagna che per tutto l'inverno ci ha deliziato di un uovo al giorno. Poi lentamente il galletto è dimagrito fino a morire. La gallina è diventata chioccia e con le uova di alcuni gentili vicini le abbiamo messe a cova. Puntualmente dopo 21 giorni precisi le uova si sono schiuse.
Che meraviglia: 11 pulcini allegri e vivaci per la gioia di tutta la famiglia.
Che meraviglia: 11 pulcini allegri e vivaci per la gioia di tutta la famiglia.
sabato 21 maggio 2011
giovedì 5 maggio 2011
domenica 24 aprile 2011
sabato 9 aprile 2011
martedì 5 aprile 2011
venerdì 1 aprile 2011
giovedì 24 marzo 2011
Jack (GEK)
GEK (lo scrivo così, come l’ho sempre chiamato)Seduto al mio pc guardo il fuoco del camino, nell’altra stanza, che si sta spegnendo. Ho un po’ freddo, ma la pigrizia è superiore e continuo a battere, con i due indici, sulla tastiera, mi è tornato il ricordo di Gek: il cane di famiglia, per intenderci. Trovato ancora piccolo, da Marco nell’agosto del 2004, quando con il motorino delle poste correva per le strade di Bergantino. Sembrava più un prototipo che un cane. Nato dal miscuglio di almeno tre razze: segugio, cane lupo, collie e forse altre tante razze non ben identificate. Un bastardo di mezza taglia con il manto bruno color del legno stagionato, più scuro sulla schiena, e sfumature beige sul petto, due orecchi cadenti, uno lo portava ritto e l’altro piegato; corpo lungo con una vertebra in più, il muso sembrava copiato dall’orso bianco. Il suo naso umido sempre pronto a strofinartelo in cerca di una carezza, quando tu da un paio di minuti non gliela elargivi. Correva veloce ed allegro sempre. Abbaiava a chi gli era antipatico e abbiamo riscontrato che sono le stesse persone antipatiche anche a noi. Gli amici nostri erano anche amici suoi e subito anche da loro pretendeva carezze. Un segugio? Durante le passeggiate in campagna scovava e rincorreva lepri e fagiani. Due le lepri riportate a casa dopo un inseguimento. Altre volte non riuscendo a prenderle tornava ansimando con una lingua smisurata e penzolante. Odiava i cani del vicino e con loro intratteneva, attraverso la recinzione vere battaglie verbali e non solo. Andava d’accordo con i nostri altri tre gatti, ma gli stranieri no! E’ toccata sorte grama al gatto di M….. “una stretta al dorso uno scossone tra le sue fauci e del gatto fu la fine”. Ad un gatto selvatico che tentava l’intrusione in sua proprietà dopo averlo noi istigato all’attacco, si è buttato, inconsapevole di quanto fanno male le unghie attaccate al muso e alle orecchie. Il gatto con le sue unghie gli bloccava ogni movimento della bocca, ma alla fine ha prevalso lui e il gatto si è dovuto rifugiare sull’albero di noce, dove è stato per più di tre giorni immobile, poi non lo abbiamo più visto. Tante le storie da raccontare che riemergono di tanto in tanto nei ricordi e come per i nostri parenti scomparsi corre frequente il suo ricordo. Di tutte le razze che lo hanno generato ha preso la parte migliore di ognuna diventando “il non plus ultra dei cani” il migliore “the best dog in the world”.
Lo vedo ancora lì seduto davanti alla porta che aspettava quel suono che fa il mio pc quando si spegne. Lui era lì ad aspettare che io uscissi e lo invitassi a farsi un giro in campagna. Lui ci accompagnava sempre tutti. Lui capiva le nostre intenzioni, non abbiamo mai saputo come facesse, quando si partiva per il giro quotidiano per la campagna lui ci precedeva. Non portava né collare né guinzaglio, non era necessario gli bastava una voce e subito era lì accanto a te. La sua faccia allegra, la sua coda alta e il suo sculettare ti rendeva felice perché lo vedevi contento. Si passava vicino alle galline di Cecilia le guardava e sapeva che non doveva rincorrerle, se stavano ferme lui passava e andava oltre se solo si muovevano bisognava richiamarlo all’ordine e solo dopo continuava a correre davanti a te in cerca di altri odori o di una pianta da marcare con la sua pipì. Era il momento che lui viveva e forse era anche il mio momento per vivere guardando la natura. L’uomo ormai non vive più, è messo al guinzaglio dalla società che pretende sempre di più. Bisogna aumentare il pil, bisogna produrre, bisogna andare in vacanza, bisogna bisogna… Quando ci fermeremo a vivere? Sì! vivere con semplicità con i frutti della natura e ammirando le bellezze che ci offre. Senza invidia con il vicino, parlando incontrando riscoprendo l’amicizia. Ecco! il Gek aveva capito tutto questo. “gek!” ed era pronto a saltare in macchina, lato passeggero, di Marco si accovacciava e non disturbava più. Sulla barca a prua in piedi, mentre viaggiava, annusava l’aria, poi scendeva sulla spiaggia dell’isola a Ficarolo e rincorreva i fagiani. Non ha mai imparato a bere come facevano tutti i cani con la lingua ritorta, lui mordeva l’acqua. Quante buche ha scavato attorno a casa per cercare un po’ di fresco, quante talpe ha inutilmente cercato conficcando il suo nasone dentro ai buchi nel terreno. Ora giace immobile là in fondo, con accanto la sua pallina compagna di tanti giochi, te la portava ma non voleva dartela subito, voleva che tu gliela strappassi poi pretendeva un lancio e via di corsa a riprenderla e a riportartela per un altro gioco.
“ciao Gek, ciao mondo, ciao luna splendente, ciao strade, ciao campagna, ciao anche a te stella lucente che brilli lassù, ho alzato gli occhi e ti ho ammirata sei lì nel cielo infinito e per sempre nei miei sogni, il mio affetto per te mi accompagnerà sempre: addio”.
Il tempo ha compiuto i suoi giorni e le stagioni riprenderanno il loro ritmo. 15 gen. 2011 FerMala
domenica 6 marzo 2011
giovedì 3 marzo 2011
Fuoco
Fuori nevica.
Ieri , una giornata con un vento di bufera che sembrava spazzasse tutto e pulisse il cielo.
Invece ecco le nuvole e abbondanti fiocchi bianchi cadere lentamente dal cielo.
Acceso il caminetto, aperto un libro, disteso sulla poltrona, la gatta che fa le fusa accovacciata sulle gambe.
Di tanto in tanto osservo dalla finestra il manto bianco che lentamente copre la campagna.
Come amo il calore e la compagnia del fuoco.
Un rosso mantello che mi parla con la sua fiamma e i suoi crepitii.
Spicchi di sole che il legno ha rubato durante l’estate e che ora generosamente mi regala.
Osservo, tacitamente, l’infinito andar del tempo.
.
domenica 27 febbraio 2011
lunedì 14 febbraio 2011
Nerone
Nerone. La tenerezza di un’anima selvaggia.
Un ammasso di muscoli e tendini.
Un amico mai schiavo, nessuno uguale a lui.
Vivo con lui troppo poco tempo, non ho mai pensato a una vita senza di lui.
Il suo odore è l’odore della vita per me.
Lo scivolare della mia mano sulla suo pelo lucido, sudato o bagnato dall’acqua del torrente mi da i brividi.
Occhi neri e lucidi profondi come la notte.
Groppa muscolosa.
Un fiato dolce d’erba, saporito di fieno.
Un nitrito, quando sente che arrivo, e toglie il morbido naso dal fieno:
Sento i cricchi di biada che scivolano tra i denti d’avorio.
Nel mezzo di sospiri e sguardi e sbatte la sua grossa testa.
Per me tutto questo è un’emozione, un orizzonte, una meta.
Il mio Nerone è un angelo.
Quando sono con lui tutto va a posto come la musica di un'orchestra.
Un sapore antico, irrinunciabile compagno di vita.
Per me la vita è questo, per altri macchine, calcio, telenovele.
Io con lui, in silenzio, guardo il fiato che si fa nuvola nel freddo del mattino, che esce dal morbido naso di velluto. ...

venerdì 4 febbraio 2011
sabato 18 dicembre 2010
domenica 12 dicembre 2010
Krampus
Salisburgo 5 dic. 2010
Una delle festività austriche più suggestive è quella del 5 dicembre, quando fanno la loro terribile apparizione i Krampus e Nicholaus. Al calar delle tenebre avanzano con fare sinistro esseri inquietanti e spavantosi. Cercano i bambini cattivi per portarli via, mentre Nicholaus premia i buoni.
Mi sono trovato in mezzo a loro quasi per sbaglio mentre con moglie e figlia si passeggiava, un pò di paura c'è l'hanno fatta, uno di loro ha preso la mia "bambina" e se la stava portando via... che sia cattiva????
Una delle festività austriche più suggestive è quella del 5 dicembre, quando fanno la loro terribile apparizione i Krampus e Nicholaus. Al calar delle tenebre avanzano con fare sinistro esseri inquietanti e spavantosi. Cercano i bambini cattivi per portarli via, mentre Nicholaus premia i buoni.
Mi sono trovato in mezzo a loro quasi per sbaglio mentre con moglie e figlia si passeggiava, un pò di paura c'è l'hanno fatta, uno di loro ha preso la mia "bambina" e se la stava portando via... che sia cattiva????
mercoledì 17 novembre 2010
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