venerdì 23 agosto 2013
domenica 18 agosto 2013
Dopo la tempesta
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno.....
Questa bella poesia di Leopardi mi è ritornata alla mente dopo la tromba d'aria che si è abbattuta a casa mia. Nessun danno alle persone e agli animali, le galline oltre al loro verso continuano a far uova tutti i giorni e i pulcini crescono.
Ma il rammarico resta. Era questo un anno da considerarsi positivo con una buona produzione di frutta e verdura. Avevo dato battaglia agli afidi, alla peronospera, alla cavolaia, alla gramigna: tutto inutile.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passegger che il suo cammin ripiglia.
"Devo ricominciare". Prossimi lavori: fragole, radicchio, insalata e cavoli per l'inverno.
sabato 3 agosto 2013
Miele in dispensa
Il miele è uno dei tanti prodotti dell' APIS MELLIFERA.
Un insetto molto utile all'uomo non solo per i suoi prodotti come miele, cera, propoli, polline, pappa reale e veleno. (apipuntura utile ad alcune patologie e malattie reumatiche)
Le api sono un indicatore ecologico dell'ambiente ed sono molto utili in frutticoltura e orticoltura per la loro azione di impollinatrici.
martedì 30 luglio 2013
Divento ricco con i kiwi.(?)
Kiwi già a misura 30 lug. 2013 - saranno raccolti a fine ottobre.
E' un frutto che non ha bisogno di interventi antiparassitari.
Proprio qualche giorno fa mi sono rallegrato per l'abbondante produzione di frutta e verdura tanto da concedermi una vacanza, di un giorno, ad Asiago. Sono entrato in un negozio di frutta e non ho fatto a meno di notare il prezzo dei kiwi: € 2,99 al kg. "Quest'anno è la volta che divento ricco" ho esclamato.
La cooperativa alla quale consegno, a fine ottobre, i miei frutti mi deve liquidare proprio in questi giorni. Vado, ritiro la busta e guardo l'assegno - prezzo liquidato € 0,5083 al kg per la frutta di prima categoria.
Dove saranno finiti gli euro mancanti?
La brava donna di casa quando va a fare la spesa può pagare quasi sei mila lire una decina di frutti di kiwi?
Il frutticoltore, contadino, va bene che può ritenersi fortunato perché immerso nella natura, tra gli alberi e gli animali, ma vogliamo riconoscergli anche un compenso per il lavoro che viene giudicato "prezioso"?
sabato 27 luglio 2013
aEstate(m)
E' scoppiata l'estate
i campi di grano sono diventati biondi
si vede qualche papavero rosso
la strada è polverosa
ci si rifugia sotto gli alberi a goder la frescura
le cicale non la smettono mai di oziare
la notte si odono gracchiar le rane dai fossi
è l'alba e il sole riflette diamanti di rugiada
gli alberi da frutto si caricano di delizie
si cammina scalzi, si sente il calore sotto i piedi
perché estate non resti sempre con noi?
********
Aestate(m) "calore bruciante"
Nella pianura Padana, oltre che calda, è anche afosa e ogni anno ecco i soliti
"ma un'estate così calda non si è mai avuta".
Speriamo che l'estate duri tutto l'anno e che sia sempre così generosa di frutta e verdura.
Resto in attesa della maturazione, questo e il primo anno del pomodoro Cherokee (di colore nero).
Frutta e verdura .. la raccolta di ogni mattino.
In giro per i campi a mirar le api al lavoro
poi guardo i girasoli di Van Gogh
... e una giovane Upupa che fa visita al bambù.
lunedì 8 luglio 2013
Fiori rosa e fiori cobalto "un giardino alla memoria"
Fiori rosa e fiori cobalto
“Un
giardino alla memoria”
Mi
trovo a far parte di un gruppo culturale (Polesine 1945) che fa ricerca su eventi delle due guerre che hanno
caratterizzato la storia del secolo scorso.
Il presidente ha organizzato un’escursione sul monte Ortigara, sede di
una delle più atroci ed eroiche battaglie della prima guerra mondiale. Tra il
10 e il 25 giugno del 1917 – quindici giorni che videro sull’altopiano di Asiago consumarsi una delle pagine più tragiche e
nello stesso tempo più eroiche della storia della nostra Italia. Giorni dove
l’esercito italiano e quello austriaco si fronteggiarono su poche centinaia di
metri di sassi, per il possesso della vetta del monte Ortigara. Il monte si
trova nelle Alpi in provincia di Vicenza, sull’altipiano di Asiago, confine tra
Veneto e Trentino-Alto Adige. L’altitudine
è di 2105 metri. Per farvi immaginare quanto aspra e dura sia stata quella
battaglia, vi faccio presente che la vetta del monte Ortigara, prima, era più
alta di ben 8 metri. Il nostro esercito perse ben 12.633 giovani ragazzi. 5.969
solo nella fase finale del violento combattimento il 25 giugno 1917. "Tra una babele di ordini la battaglia dell'Ortigara era perduta".
L’escursione
inizia dal piazzale Lozze, dove abbiamo parcheggiato le macchine, percorrendo
da Campomulo un tratto di strada d’asfalto ed un bel pezzo di strada a forma di
gruviera “ schivi una buca e ne prendi tre”. Dopo la “vestizione” si parte. Si percorre un
breve tratto in salita si arriva al punto di partenza di tutti i sentieri. Una chiesetta che raccoglie i resti di tanti
soldati e fa comprendere quanto ardua sia la conquista della pace. Lì troviamo
una scolaresca di 36 ragazzini accompagnati da guide, ci accodiamo anche noi, si percorre
un breve tratto comune, si ascolta e si acquisiscono nuove notizie: “Durante
gli assalti i soldati erano spinti fuori dalle trincee. Terminato
l’assalto chi restava ferito rimaneva a
terra fino al sopraggiungere dell’oscurità, solo allora i portaferiti
barellieri uscivano in cerca dei feriti per riportali in trincea, districandosi
tra i morti e seguendo i lamenti dei feriti. La stessa cosa valeva sia per la
sponda italiana che per quella austriaca, qualche volta, i portaferiti si
saranno anche incrociati e ignorati pensando ognuno ai propri compagni da
riportare alle cure dei medici-chirurghi. Tra questi feriti un mio avo, (Malagò Clemente di Ferdinando nato a
Formignana il 29 marzo del 1891) morto a Ferrara il 23
ottobre del 1917 per le ferite riportare”.
Meravigliosi panorami si presentano oggi alla
vista, la testa non fa che girare intorno per ammirare pini ed abeti alti e
ritti, poi mentre si sale verso al vetta, luogo della battaglia, si
intravvedono cespugli di fiori di azzurro cobalto, altri piccoli ma fitti
fiorellini rosa come: “un giardino alla memoria”. Il sole, a tratti picchia
forte mentre l’aria è fresca e frizzante. Quando il sole scompare tra le nubi ci
si copre perché fa freddo. Lo zaino sulle spalle, con i viveri e l’abbondante
acqua, ti copre la schiena che suda. Il bastone indispensabile ti aiuta a
superare le asperità, e ad indicare agli amici di passeggiata, quale sentiero
prendere. La salita è abbastanza agevole, mentre la discesa un po’ meno.
Bisogna tenersi ad una corda d’acciaio e passare chinati entro grotte umide. Si
ammira la vallata sottostante, bella e fiorente, con le sue piccole casette, di
fronte un monte più alto che mostra orgoglioso la sua ripida parete. Ora la
valle è erbosa e si scorgono tane di marmotte, ne intravediamo una molto grossa
che prende il sole, e si lascia fotografare come una star. Alcune donne
raccolgono piccole pigne per profumare la grappa. Il cielo si copre di nuvole e
una sottilissima pioggerellina ci obbliga a raggiungere in fretta l’auto. Una
piccola sosta al bar di Campomulo e si parte per la via del ritorno con il
ricordo di una bella gita in montagna e in testa un paio di domande alle quali
non so dare risposta.
Quei sacrifici di tanti ragazzi erano
necessari? .
Quei valori di patria sono ancora validi?
Quei valori di patria sono ancora validi?
Una
pagina importante per la storia del nostro paese, una pagina indelebile che
deve essere conosciuta; una gita raccomandata. FerMala
venerdì 5 luglio 2013
domenica 23 giugno 2013
Albicocche
I frutti del mio lavoro e soprattutto della natura. Il tutto è partito da un seme gettato a terra e poi germogliato.
Il seme genera sempre una pianta selvatica che deve essere innestata, cosa che almeno in questo caso mi è riuscita bene. Amorevolmente curato è cresciuto.
Mi ripaga con abbondanti frutti, buoni come non se ne trovano da nessuna parte.....
da Wikipedia
Sull'etimologia della parola "albicocca" esiste qualche perplessità. La maggioranza degli studiosi concorda tuttavia sul fatto che la parola di riferimento sia araba (al-barqūq) e che questa sia stata adottata poi nel tardo latino praecox, nel senso di "precoce". Da essa deriverebbe la parola "percoca", usata essenzialmente per indicare una varietà di pesca a polpa gialla.
L'albicocco è una pianta originaria della Cina nordorientale al confine con la Russia. La sua presenza data più di 4000 anni di storia. Da lì si estese lentamente verso ovest attraverso l'Asia centrale sino ad arrivare in Armenia (da cui prese il nome) dove, si dice, venne scoperta da Alessandro Magno. I Romani la introdussero in Italia e in Grecia nel 70-60 a.C., ma la sua diffusione nel bacino del mediterraneo fu consolidata successivamente dagli arabi, infatti Albicocco deriva dalla parola araba Al-barquq. L'albicocca crescerebbe in natura selvatica in Cina da ben 4.000 anni. Oggi è diffuso in oltre 60 paesi e viene coltivato in climi caldi o temperati e relativamente asciutti.giovedì 13 giugno 2013
Pulcini
Nove vispi pulcini.
In principio era una gallina che mi offriva un bianco uovo fresco ogni mattina e per informarmi del suo dono canticchiava coccodè coccodè.
Stancata di fare la gallina ha deciso di diventare chioccia.
Gli ho trovato uova fecondate e messe nel suo nido di paglia.
Puntuale, come vuole la natura, dopo ventun giorni si sono sentiti i primi pigolii e sbucare da sotto le piume vispi pulcini per l'allegria di tutta la famiglia.
sabato 8 giugno 2013
Kiwi potatura dei maschi (Tomuri)
Prima decade di giugno si devono potare i maschi di kiwi (tomuri).
Ecco come si presenta la pianta prima della potatura, quando la fioritura è terminata.
I fiori dell'actinidia sono stati fecondati e i piccoli frutti iniziano a formarsi..
Fiori maschili che hanno ormai concluso la loro funzione di impollinatori.
Si nota il pollone verde chiaro che dovrà essere lasciato mentre si dovranno togliere tutti rami che hanno dato fiori. La potatura dovrà essere molto energica per lasciare luce e aria per la crescita dei nuovi rami.
lasciare il primo nuovo ramo che parte dal tronco.
Ecco la pianta come si presenta a fine potatura, pochi, lunghi e fragili rami verdi.
Non intendo insegnare, sono disponibile ad imparare.
mercoledì 5 giugno 2013
martedì 4 giugno 2013
Marasche
Quasi per caso ho trovato un albero di ciliegie selvatiche o marasche.
Delle più mature ne ho raccolto un bel cesto.
Lavate ed asciugate per bene, ho tolto il gambo ma non il nocciolo.
Sistemate delicatamente in un vaso le ho poi cosparse di abbondante zucchero ed esposte al caldo sole.
Dovranno restare esposte al sole per quaranta giorni, la notte ritirate in casa.
Ora attendo amici per condividere.
domenica 2 giugno 2013
domenica 26 maggio 2013
giovedì 23 maggio 2013
Passeggiando
Fiori di kiwi femminili.
La grandine ha provocato danni rompendo le foglie e staccando alcuni boccioli.
Kiwi fiori maschili.
Non si notano api o altri insetti impollinatori, speriamo nella brezza affinché trasporti il polline ai fiori. Maggiore sarà il polline più grossi saranno i frutti.
Fiori di zucchina.
Fiori di cetriolo.
Fiori di patate.
Se notate in alto a destra si vede una lattina appesa alla rete.
Questo è il metodo naturale per tener lontane le talpe dall'orto.
Nel mio orto funziona, non garantisco il metodo.
martedì 21 maggio 2013
lunedì 13 maggio 2013
Arcobaleno
"Guarda l'arcobaleno -diceva mia nonna- ed io no! sono due".
Poi iniziava ad analizzare le dimensioni dei colori che abbinava alle produzioni della campagna.
"Il verde indica una grande produzione di foraggio per mucche e cavalli, il giallo il frumento che quest'anno sarà scarso e infine il rosso dell'uva abbondante, ma il vino avrà basso grado alcolico".
..... Sono passati tanti anni ed io, quando guardo l'arcobaleno, faccio ancora quelle valutazioni.
sabato 11 maggio 2013
Tavolino Trinacria
Tavolino ovale in legno con pirografata l'immagine del simbolo che compare sulla bandiera dell'isola di Man. Un'isola situata nel mar d'Irlanda, visitata nella scorsa estate.
Il simbolo è rimasto impresso nella mente ed ora è impresso sul legno di questo tavolo da giardino.
Anche la Sicilia ha un simbolo simile ed una interessante storia, era l'antico nome dell'isola.
Omero, nell'Odisea, la chiamava Trinakie, isola a forma di tridente o dei tre promontori - Capo Peloso, Capo Boéo, Capo Spartivento.
.... Quante storie interessanti, ma è una semplice incisione su ad un tavolino.
.... Quante storie interessanti, ma è una semplice incisione su ad un tavolino.
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