venerdì 1 novembre 2013
mercoledì 23 ottobre 2013
martedì 22 ottobre 2013
Sodati!
Locandina invito predisposta per la mostra dal "Gruppo Polesine 1945".
Saranno esposti cimeli della grande guerra, 15-18. Prima guerra mondiale.
Uno dei tanti cimeli che saranno esposti .
Macchina fotografica APLANAT - F.10.5
"Onore a quei soldati che, loro malgrado, sono stati mandati a morire per la Patria.
... valori che non ci sono più.
"La patria per me è la mia famiglia, i miei amici, la gente, il sole la natura, la vita".
venerdì 4 ottobre 2013
Il pozzo
Un pozzo ben curato.
Un tempo si attingeva l'acqua per la famiglia e per gli animali.
Un'alto abbandonato e la vegetazione se ne appropria.
Là in fondo San Genesio.
Un'antica chiesetta dove i frati dell'abbazia di Pomposa sostavano per bonificare le terre.
E' una casa esternamente diroccata, ma il contadino ha il condizionatore e sul tetto pannelli fotovoltaici.
lunedì 30 settembre 2013
Mele - Pere Cotogne
Mele cotogne (Cydonia oblonga)
Il cotogno e una delle più antiche piante da frutto conosciute.
Se lasciate maturare in casa rilasciano un buon profumo.
E' un frutto dimenticato, al tempo degli dei era simbolo di fertilità.
E' una sorta di ibrido tra mela e pera.
E' ricca di pectine, viene usata come addensante per la preparazione di marmellate.
Il frutto non viene consumato fresco perché di sapore acidulo e poco dolce.
E' un frutto molto delicato, se vi capita di raccoglierne non fate come me,
ma trattatele con delicatezza per non farle annerire precocemente.
mercoledì 25 settembre 2013
giovedì 12 settembre 2013
Sugoli d'uva
Finalmente si vendemmia la poca uva che la grandine ci ha lasciato.
Radunati amici e parenti si stacca l'uva dai tralci e la si porta alla pigiatrice che schiaccia i chicchi, facendone uscire il mosto che verrà lasciato nel tino per la fermentazione.
La ricetta di famiglia è molto semplice per il "budino d'uva".
Si prende del mosto d'uva appena pigiata, filtrato e messo in una pentola aggiungendo quattro cucchiai di farina per litro di mosto.
Far cuocere a fuoco basso, avendo cura di mescolare in continuazione, lasciate bollire per almeno due minuti e versatelo nelle coppette.
Mmmmhh! che bontà!
domenica 8 settembre 2013
8 settembre
Madonnina in marmo, realizzata in occasione della festa di oggi: 8 settembre 2013.
Al mio paese e in molti altri, si festeggia Madonna Bambina.Ricordi di un tempo riaffiorano e la memoria corre ai giorni felici della sagra, le bancherelle dei dolciumi, le giostre e la processione che si snodava lungo le vie del paese, le case adornate con drappi rossi e vasi di fiori, la banda con la musica che accompagnava i fedeli.
Il ricco pranzo con i parenti che raccontavano, con rimpianto, le loro storie di un tempo passato a noi bambini.
Così oggi noi cugini, gli ex bambini ci ritroviamo a ricordare i nostri tempi passati ma attorno a noi non ci sono più bambini ad ascoltare la nostra esperienza.
Il tempo è trascorso veloce. "Ed è subito sera"
martedì 3 settembre 2013
Isola di Man
Da questa storia del "viaggio del pesciolino" non se ne esce più.
Ad ogni viaggio, ci siamo imposti di lasciare un pesciolino, di legno fatto da noi, in acqua.
Questa volta saranno le acque del fiume Cornaa a Ballaglass Glen a trasportare il piccolo pesce al mare.
Come ogni anno e ormai da molti anni, attendo che qualcuno lo trovi e me lo comunichi.
Queste le foto di dove è stato depositato il piccolo pezzo di legno a forma di pesce.
sabato 31 agosto 2013
Barchetta porta orecchini
A mia nipote piacciono gli orecchini e ne ha tanti e non sa dove metterli per trovarli comodamente e ben esposti ho pensato di fargli un espositore per orecchini ed anelli.
Sì lo so che su eBay li puoi avere a pochi euro e sono fatti meglio, ma vuoi mettere il valore di un oggetto fatto a mano e personale? - non ha valore.
martedì 27 agosto 2013
Lampadario
Lampadario con materiale di recupero.
Così tanto per occupare il tempo e darmi dell'autostima,
ho realizzato un lampadario con materiale di recupero.
Tubetti in rame dell'impianto di riscaldamento.
Coppette in coccio della citronella.
Filo, morsetti e portalampade da un vecchio lampadario.
... a me piace.
Visto l'apprezzamento del primo ne ho costruito un secondo più elaborato.
venerdì 23 agosto 2013
domenica 18 agosto 2013
Dopo la tempesta
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno.....
Questa bella poesia di Leopardi mi è ritornata alla mente dopo la tromba d'aria che si è abbattuta a casa mia. Nessun danno alle persone e agli animali, le galline oltre al loro verso continuano a far uova tutti i giorni e i pulcini crescono.
Ma il rammarico resta. Era questo un anno da considerarsi positivo con una buona produzione di frutta e verdura. Avevo dato battaglia agli afidi, alla peronospera, alla cavolaia, alla gramigna: tutto inutile.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passegger che il suo cammin ripiglia.
"Devo ricominciare". Prossimi lavori: fragole, radicchio, insalata e cavoli per l'inverno.
sabato 3 agosto 2013
Miele in dispensa
Il miele è uno dei tanti prodotti dell' APIS MELLIFERA.
Un insetto molto utile all'uomo non solo per i suoi prodotti come miele, cera, propoli, polline, pappa reale e veleno. (apipuntura utile ad alcune patologie e malattie reumatiche)
Le api sono un indicatore ecologico dell'ambiente ed sono molto utili in frutticoltura e orticoltura per la loro azione di impollinatrici.
martedì 30 luglio 2013
Divento ricco con i kiwi.(?)
Kiwi già a misura 30 lug. 2013 - saranno raccolti a fine ottobre.
E' un frutto che non ha bisogno di interventi antiparassitari.
Proprio qualche giorno fa mi sono rallegrato per l'abbondante produzione di frutta e verdura tanto da concedermi una vacanza, di un giorno, ad Asiago. Sono entrato in un negozio di frutta e non ho fatto a meno di notare il prezzo dei kiwi: € 2,99 al kg. "Quest'anno è la volta che divento ricco" ho esclamato.
La cooperativa alla quale consegno, a fine ottobre, i miei frutti mi deve liquidare proprio in questi giorni. Vado, ritiro la busta e guardo l'assegno - prezzo liquidato € 0,5083 al kg per la frutta di prima categoria.
Dove saranno finiti gli euro mancanti?
La brava donna di casa quando va a fare la spesa può pagare quasi sei mila lire una decina di frutti di kiwi?
Il frutticoltore, contadino, va bene che può ritenersi fortunato perché immerso nella natura, tra gli alberi e gli animali, ma vogliamo riconoscergli anche un compenso per il lavoro che viene giudicato "prezioso"?
sabato 27 luglio 2013
aEstate(m)
E' scoppiata l'estate
i campi di grano sono diventati biondi
si vede qualche papavero rosso
la strada è polverosa
ci si rifugia sotto gli alberi a goder la frescura
le cicale non la smettono mai di oziare
la notte si odono gracchiar le rane dai fossi
è l'alba e il sole riflette diamanti di rugiada
gli alberi da frutto si caricano di delizie
si cammina scalzi, si sente il calore sotto i piedi
perché estate non resti sempre con noi?
********
Aestate(m) "calore bruciante"
Nella pianura Padana, oltre che calda, è anche afosa e ogni anno ecco i soliti
"ma un'estate così calda non si è mai avuta".
Speriamo che l'estate duri tutto l'anno e che sia sempre così generosa di frutta e verdura.
Resto in attesa della maturazione, questo e il primo anno del pomodoro Cherokee (di colore nero).
Frutta e verdura .. la raccolta di ogni mattino.
In giro per i campi a mirar le api al lavoro
poi guardo i girasoli di Van Gogh
... e una giovane Upupa che fa visita al bambù.
lunedì 8 luglio 2013
Fiori rosa e fiori cobalto "un giardino alla memoria"
Fiori rosa e fiori cobalto
“Un
giardino alla memoria”
Mi
trovo a far parte di un gruppo culturale (Polesine 1945) che fa ricerca su eventi delle due guerre che hanno
caratterizzato la storia del secolo scorso.
Il presidente ha organizzato un’escursione sul monte Ortigara, sede di
una delle più atroci ed eroiche battaglie della prima guerra mondiale. Tra il
10 e il 25 giugno del 1917 – quindici giorni che videro sull’altopiano di Asiago consumarsi una delle pagine più tragiche e
nello stesso tempo più eroiche della storia della nostra Italia. Giorni dove
l’esercito italiano e quello austriaco si fronteggiarono su poche centinaia di
metri di sassi, per il possesso della vetta del monte Ortigara. Il monte si
trova nelle Alpi in provincia di Vicenza, sull’altipiano di Asiago, confine tra
Veneto e Trentino-Alto Adige. L’altitudine
è di 2105 metri. Per farvi immaginare quanto aspra e dura sia stata quella
battaglia, vi faccio presente che la vetta del monte Ortigara, prima, era più
alta di ben 8 metri. Il nostro esercito perse ben 12.633 giovani ragazzi. 5.969
solo nella fase finale del violento combattimento il 25 giugno 1917. "Tra una babele di ordini la battaglia dell'Ortigara era perduta".
L’escursione
inizia dal piazzale Lozze, dove abbiamo parcheggiato le macchine, percorrendo
da Campomulo un tratto di strada d’asfalto ed un bel pezzo di strada a forma di
gruviera “ schivi una buca e ne prendi tre”. Dopo la “vestizione” si parte. Si percorre un
breve tratto in salita si arriva al punto di partenza di tutti i sentieri. Una chiesetta che raccoglie i resti di tanti
soldati e fa comprendere quanto ardua sia la conquista della pace. Lì troviamo
una scolaresca di 36 ragazzini accompagnati da guide, ci accodiamo anche noi, si percorre
un breve tratto comune, si ascolta e si acquisiscono nuove notizie: “Durante
gli assalti i soldati erano spinti fuori dalle trincee. Terminato
l’assalto chi restava ferito rimaneva a
terra fino al sopraggiungere dell’oscurità, solo allora i portaferiti
barellieri uscivano in cerca dei feriti per riportali in trincea, districandosi
tra i morti e seguendo i lamenti dei feriti. La stessa cosa valeva sia per la
sponda italiana che per quella austriaca, qualche volta, i portaferiti si
saranno anche incrociati e ignorati pensando ognuno ai propri compagni da
riportare alle cure dei medici-chirurghi. Tra questi feriti un mio avo, (Malagò Clemente di Ferdinando nato a
Formignana il 29 marzo del 1891) morto a Ferrara il 23
ottobre del 1917 per le ferite riportare”.
Meravigliosi panorami si presentano oggi alla
vista, la testa non fa che girare intorno per ammirare pini ed abeti alti e
ritti, poi mentre si sale verso al vetta, luogo della battaglia, si
intravvedono cespugli di fiori di azzurro cobalto, altri piccoli ma fitti
fiorellini rosa come: “un giardino alla memoria”. Il sole, a tratti picchia
forte mentre l’aria è fresca e frizzante. Quando il sole scompare tra le nubi ci
si copre perché fa freddo. Lo zaino sulle spalle, con i viveri e l’abbondante
acqua, ti copre la schiena che suda. Il bastone indispensabile ti aiuta a
superare le asperità, e ad indicare agli amici di passeggiata, quale sentiero
prendere. La salita è abbastanza agevole, mentre la discesa un po’ meno.
Bisogna tenersi ad una corda d’acciaio e passare chinati entro grotte umide. Si
ammira la vallata sottostante, bella e fiorente, con le sue piccole casette, di
fronte un monte più alto che mostra orgoglioso la sua ripida parete. Ora la
valle è erbosa e si scorgono tane di marmotte, ne intravediamo una molto grossa
che prende il sole, e si lascia fotografare come una star. Alcune donne
raccolgono piccole pigne per profumare la grappa. Il cielo si copre di nuvole e
una sottilissima pioggerellina ci obbliga a raggiungere in fretta l’auto. Una
piccola sosta al bar di Campomulo e si parte per la via del ritorno con il
ricordo di una bella gita in montagna e in testa un paio di domande alle quali
non so dare risposta.
Quei sacrifici di tanti ragazzi erano
necessari? .
Quei valori di patria sono ancora validi?
Quei valori di patria sono ancora validi?
Una
pagina importante per la storia del nostro paese, una pagina indelebile che
deve essere conosciuta; una gita raccomandata. FerMala
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